31 maggio 2009

Oggi finisce la mia bellissima avventura

Oggi finisce la mia bellissima avventura al Milan. Di comune accordo con la societá abbiamo deciso di anticipare la scadenza del contratto fissata per il 2010. Ci lasciamo in perfetta sintonia, l'affetto nei confronti del Milan rimane immutato. Non posso ufficializzare nulla in relazione al mio futuro, non c'è nessun accordo con nessuna società. In questi anni ci sono state discussioni con il presidente Berlusconi, ma oggi è il momento dei ringraziamenti perché questa societá mi ha regalato 8 splendidi anni.
Carlo Ancelotti,
è l'ora di Leonardo

Per chi non l'avesse capito...






La Repubblica di Gasparri

Fantastico scambio di battute tra Maurizio Gasparri e "La Repubblica".

Comincia Gasparri: "Berlusconi è l'unico politico che crea posti di lavoro... Adesso anche Gino Flaminio è beneficiato dall'esistenza del Cavaliere. Infatti, abbiamo appreso dal 'Giornale' che offre, con prezzi variabili, interviste, testimonianze e brevi incontri. C'è da chiedersi quanto gli abbia dato 'Repubblica'. Mi rivolgerò all'ordine dei giornalisti del quale faccio parte per chiedere accertamenti su 'Repubblica' e i suoi giornalisti. Ora vogliamo sapere chi e quanto ha pagato 'Repubblica' per determinate interviste. E' questo il modo con cui si esercita l'attività giornalistica? Un tanto al chilo? E le vestali della libera professione, di tante organizzazioni e della federazione della stampa non hanno nulla da dire su questo scandalo vergognoso che colpisce giornalisti di un giornale, 'Repubblica', il cui editore ben conosciamo e le cui imprese furono sottoposte più volte al vaglio della magistratura?".

Risposta di "Repubblica": "'Repubblica' sfida l'On. Gasparri a dimostrare che sia stato pagato anche solo un centesimo per l'intervista a Gino Flaminio che tanto imbarazzo crea all'ex ministro del Pdl. Gino Flaminio ha confermato di non aver mai ricevuto denaro dal nostro giornale in due occasioni: al 'Corriere della Sera' (28 maggio) e a 'Il Giornale' (30 maggio)". La chiusa è inarrivabile: "In caso Gasparri non riesca nell'impresa, 'Repubblica' l'autorizza fin d'ora a vergognarsi".

Voli di Stato

Chiediamo al Governo di chiarire i costi globali dei voli di Stato dell'ultimo anno e i nomi di tutti i viaggiatori imbarcati dagli aerei della Presidenza del Consiglio negli ultimi dodici mesi che non siano membri di governo o loro collaboratori istituzionali.
Partito Democratico,
questo ha senso

30 maggio 2009

Ma Chavez c'è o ci fa?



CARACAS - Dopo 'Le vene aperte dell'Americalatina', Hugo Chavez arricchira' la biblioteca dell'omologo americano Barack Obama con un altro libro: 'Che fare?', scritto nel 1902 da Lenin, lo storico leader della Rivoluzione bolscevica. "Lo regalerò ad Obama nel nostro prossimo incontro" ha annunciato lo stesso presidente venezuelano alla radio nazionale. (Agr)

29 maggio 2009

Einaudi e il gran rifiuto

Grazie a Mario Baudino - che su "La Stampa" racconta il (comprensibile) rifiuto da parte di Einaudi dell'ultimo libro di Saramago - ho scoperto con molto ritardo questo post del Nobel portoghese, scritto il 18 febbraio 2009. Di fronte alla tirannia berlusconiana e alle recenti dimissioni di Walter Veltroni, Saramago sembra avere le idee molto chiare su chi possano essere i salvatori dell'Italia:
Non tutto è perduto, però. É quello che ci dicono lo scrittore Andrea Camilleri e il filosofo Paolo Flores d’Arcais in un articolo recentemente pubblicato su “El País”. C’è da fare un lavoro insieme ai milioni di italiani che hanno già perso la pazienza vedendo il loro paese trascinato ogni giorno verso la pubblica derisione. Il piccolo partito di Antonio Di Pietro, l’ex-magistrato di Mani Pulite, può diventare il revulsivo di cui l’Italia ha bisogno per giungere a una catarsi collettiva che risvegli il civico agire nella parte migliore della società italiana. E’ l’ora. Speriamo che lo sia.
Camilleri, Flores d'Arcais e Di Pietro: i campioni mondiali del liberalismo e del garantismo. Contro il mostro, Berlusconi, "padrone e signore assoluto dell’Italia e della coscienza di milioni di italiani". Questo è solo un piccolo saggio del blog di Saramago, l'uomo che equipara le politiche israeliane a quelle naziste; l'uomo che copia e incolla sul suo blog un articolo del "Guardian" spacciandolo per suo. Per quanto mi riguarda, questa volta Einaudi ci ha visto giusto.

Partito unico

Se c'è qualcosa di dimostrato è che le politiche del partito unico non contribuiscono alla libertà ma le affogano e fanno affondare nella miseria i paesi. Una lezione che purtroppo non è stata appresa totalmente in America latina.
Mario Vargas Llosa,
risponde alle minacce di Chavez

28 maggio 2009

Fiera.tv

"Il Tascapane", giornale universitario di Ferrara, intervista Sgarbi alla Fiera del Libro di Torino. La proposta di Vittorio è quella di trasportare la Fiera in televisione:

Insulti gratuiti

Fnsi: Berlusconi la smetta di insultare la stampa. Anm: Berlusconi la smetta di insultare la magistratura. Marina e Piersilvio Berlusconi: Franceschini la smetta di insultare nostro padre. Benedetto Letizia: la stampa la smetta di insultare mia figlia.

I 4 punti di Severgnini

Beppe Severgnini prova a superare gli steccati ideologici, proponendo quattro ovvietà sulla querelle Silvio-Noemi. Eccole:
1) La frequentazione tra un settantenne e una diciassettenne - al di là del ruolo di lui - è insolita. La famiglia Letizia non sembra stupita, decine di milioni d'italiani sì. Una spiegazione plausibile ancora non l'hanno avuta. Se tanti lavorano di fantasia, a Palazzo Chigi non possono stupirsi.

2) Alcune affermazioni del protagonista sono state smentite. "L'ho sempre vista coi genitori": poi Noemi - ma cosa s'è fatta? era così carina! - salta fuori alla festa del Milan, sbuca al galà della moda, compare in Sardegna. Per cose del genere, nelle altre democrazie, i potenti saltano come tappi di spumante. Noi siamo più elastici - succubi, rassegnati, distratti, disinformati: scegliete voi l'aggettivo - ma un leader politico, perfino qui, dev'essere credibile.

3) Le abitudini e le frequentazioni di Silvio B. riguardano solo Veronica L. (che peraltro s'è già espressa con vigore sul tema)? Be', fino a un certo punto. Il Presidente del Consiglio guida una coalizione di governo che organizza il Family Day, mica il Toga Party o il concorso Miss Maglietta Bagnata. Michele Brambilla - vicedirettore del "Giornale", bravo collega e uomo perbene - spiega che, per il mondo cattolico, contano le azioni politiche, non i comportamenti coerenti. Io dico: mah!

4) L'opposizione, in tutte le democrazie, cerca i punti deboli dell'avversario, soprattutto alla vigilia delle elezioni. Dov'è lo scandalo, qual è la novità? Se Piersilvio s'indigna, non ha idea di cosa avrebbe passato suo padre in America, in Germania o in Gran Bretagna (dov'è inconcepibile che i capi di governo possiedano televisioni). Non solo in questi giorni: negli ultimi quindici anni.
Personalmente, condivido appieno i punti 2 e 4 (opposizioni e giornali, da quando esiste il mondo, negli scandali ci sguazzano: c'è poco da scandalizzarsi). Condivido in parte il punto 1 (una diciassettenne può essere affezionata a un settantenne e viceversa, anche senza scandalo). Non condivido il punto 3: gli italiani conoscono benissimo Berlusconi, e non lo reputano certo un santo; ciò detto, lo votano e continuano a farlo: non sarà certo lo "scandalo" Noemi a far cambiare idea ai cattolici.

Cruciani.tv

Giuseppe Cruciani - formidabile conduttore de "La Zanzara" su Radio 24 e autore di "Questo ponte s'ha da fare" (Rizzoli) - sbarca in tv. Il suo programma, in otto puntate, s'intitolerà "Complotti": si parte il 2 giugno, ore 23.15 su La7. Intanto vi propongo una breve videointervista del nostro su elezioni europee, liste, assenteismo, leadership:




Panzone

Bisogna mandare i poliziotti per le strade. Ma non è facile farlo: non si può mandare in strada il poliziotto "panzone" che non ha fatto altro che il passacarte, perché in strada se lo mangiano.
Renato Brunetta,
e la lotta contro l'obesità

Che cosa tocca leggere

Io non ho mai più detto niente di niente. Ho risposto da subito alla sola domanda se avessi mai avuto rapporti piccanti. E ho risposto: assolutamente no. Ci ho messo anche il carico del giuramento sui miei figli. Non ho mai più detto assolutamente niente. E invece guardate che cosa tocca leggere su certi giornali...
Silvio Berlusconi,
niente di piccante

Il ritorno del feuilleton



Gino Flaminio, ex fidanzato di Noemi, parla con "Novella 2000": la rapina c'è stata e vota Berlusconi. "Repubblica" invece va a pescare la zia di Noemi, che conferma la versione di Gino. Intanto Franceschini ("Fareste educare i vostri figli da Berlusconi?") fa autogol e si becca le reazioni indignate di Marina Berlusconi e fratelli. In tutto ciò, Sgarbi detta la linea al premier: negare, negare e sempre negare. Dopo decenni, i giornali tornano a pubblicare feuilleton di grande successo.

Obama incontra Abu Mazen ma in Palestina non è cambiato niente

Dieci giorni dopo il meeting con il premier israeliano Netanyahu, Barack Obama oggi incontra a Washington il presidente dell’Anp Abu Mazen. I colloqui con le controparti israeliana e palestinese sono finalizzati alla pianificazione di un nuovo progetto di pace per il Medio Oriente: fondamentale, in questo senso, risulta anche la collaborazione di Giordania ed Egitto. Dietro alla stretta di mano tra Obama ed Abbas, però, si scorgono due questioni importanti: la costituzione del nuovo governo Fayyad, recentemente insediatosi nel West Bank, e le preoccupazioni per l’utilizzo dei finanziamenti occidentali da parte dell’Anp.

Complice la distanza emersa tra Obama e Netanyahu nel corso del vertice di Washington, Abu Mazen nutre diverse speranze dall’incontro odierno. “Ci sono molti temi che dobbiamo discutere con Obama riguardo al processo di pace – ha dichiarato il presidente dell’Anp – inclusi il blocco degli insediamenti e l’accettazione da parte israeliana della soluzione di due popoli per due Stati”: i due temi, non a caso, su cui si sono registrate le maggiori divergenze tra Washington e Tel Aviv. “La riuscita di un qualsiasi piano” ha continuato Abbas “dipende dalla capacità di Obama di mettere le cose sul binario giusto”. Il progetto di Abu Mazen è quello di portare Obama sulle posizioni dell’Anp: solo il Presidente infatti, per dirla con il capo negoziatore palestinese Erekat, “ha il potere di obbligare Israele ad accettare i due Stati, segnando così un punto di svolta nella regione”.

L’occasione, per l’Anp, è ghiotta. Con le dimissioni del premier israeliano Olmert e la scadenza del mandato Bush, Abu Mazen sa di avere a Washington un presidente molto più vicino alle sue posizioni che a quelle dell’attuale premier israeliano: sulla carta, il piano di pace dell’amministrazione Obama coincide infatti con quello dell’Anp (congelamento degli insediamenti, due Stati, Gerusalemme capitale condivisa). A rafforzare Abu Mazen, poi, contribuiscono le recenti prese di posizione da parte di Netanyahu: via libera alla “naturale espansione” degli insediamenti già presenti nel West Bank e Gerusalemme “indivisibile”. A pesare sulle posizioni dei palestinesi, però, resta Hamas: esclusa dal nuovo governo Fayyad (di cui non riconosce la legittimità), l’organizzazione ha fatto sapere di “non aspettarsi nulla da questo incontro se non ulteriori pressioni statunitensi perché Abbas faccia nuove concessioni all’entità israeliana”.

Al di là del conflitto israelo-palestinese, per l’Anp gran parte dei problemi vengono proprio dalle divisioni tra Fatah e Hamas: sotto questa luce va letto l’insediamento del nuovo governo palestinese in Cisgiordania. In carica dal 19 maggio, l’esecutivo è il risultato più tangibile del fallimento dei negoziati di Sharm per giungere ad una ricomposizione politica tra West Bank e Striscia di Gaza. Alla guida del governo, infatti, figura ancora una volta Salam Fayyad, dimessosi il 7 marzo proprio per favorire una sempre più improbabile ricomposizione delle due anime palestinesi. Ai fini dell’incontro con Obama, per Abu Mazen la formazione di un nuovo governo era fondamentale: l’imbarazzante alternativa sarebbe stata quella di presentarsi a Washington chiedendo due Stati, ma senza un governo nello stesso West Bank.

Il nuovo governo Fayyad – definito dallo stesso premier “ad interim” – nasce all’insegna della precarietà. Fayyad si è posto tre obiettivi: contrastare gli insediamenti israeliani nel West Bank, favorire la ricostruzione di Gaza ed evitare lo scoppio di una nuova Intifada legata alla “giudaizzazione” di Gerusalemme. Ma gli stessi motivi che hanno portato alla fondazione del governo rendono questi piani di difficile attuazione: l’esecutivo Fayyad, infatti, non è solo il risultato del fallimento dei negoziati con Hamas, ma anche di una crisi tutta interna a Fatah – che vede una preminenza delle nuove leve a dispetto dei vecchi leader fondatori. I giovani scelti, però, non garantiscono affatto un maggior gradimento da parte dell’opinione pubblica: oltre alla vecchia guardia del partito, allora, al nuovo governo Fayyad potrebbe presto voltare le spalle anche l’opinione pubblica.

Tra i personaggi della nuova generazione politica spiccano inoltre nomi vicini a Muhammad Dahlan: vecchio leader di Fatah e protagonista della prima Intifada, Dahlan avrebbe successivamente condotto trattative segrete con Israele in vista degli accordi di Oslo del 1993 e di Camp David del 2000. Vicino all’alto funzionario di Fatah risulta in particolare Basem Khuri, la cui famiglia possiede l’immensa impresa edile CCC (Consolidated Constructors Co.). Questa scelta, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe causare frizioni con Hamas: i miliziani di Gaza, infatti, paventano un conflitto di interessi tra la ricostruzione della Striscia e la presenza di Khuri (e dunque della CCC) nel governo. I passati rapporti tra Dahlan e la leadership israeliana, poi, non fanno che complicare il quadro dei sospetti.

L’incontro odierno tra Abu Mazen e Obama pone infine problemi sul fronte degli aiuti finanziari occidentali (ed in particolar modo statunitensi) all’Anp. A sollevare la questione, sul quotidiano israeliano conservatore “Jerusalem Post”, sono i due alti membri del “Palestinian Media Watch” Itamar Marcus e Barbara Crook, in un editoriale dal titolo “L’America seguirà le sue leggi e smetterà di finanziare Abbas?”. La questione non è nuova: da anni, infatti, molti analisti israeliani e americani si pongono il problema del reale utilizzo dei (generosi) fondi da parte dell’Autorità Nazionale Palestinese. Venendo ad oggi, mentre Abbas visita Washington giudici statunitensi stanno dibattendo intorno al progetto di una nuova donazione all’Anp che dovrebbe aggirarsi intorno ai 900 milioni di dollari.

Marcus e la Crook vengono subito al punto: “Ancora una volta, l’Anp sta usando i suoi soldi per proclamare che l’uccisione di donne e bambini israeliani è un atto eroico”. Il riferimento specifico è alla dedica di un centro informatico alla memoria della militante Dalal Mughrabi, “che ha guidato l’attacco terroristico più sanguinoso della storia d’Israele”: il dirottamento di un bus nel 1978, infatti, provocò la morte di 37 civili, tra cui almeno 10 bambini. Alla stessa donna, l’Anp ha dedicato in passato anche una scuola femminile ad Hebron, campi estivi e corsi militari. Ma il punto della questione, secondo gli autori, è che “la legge americana proibisce il finanziamento di strutture palestinesi che usano parte del loro budget per promuovere il terrorismo ed onorare i terroristi”. Quella delle “onorificenze a terroristi che hanno ucciso in particolare bambini” è una questione annosa: ma vista l’urgenza degli altri temi sul tavolo mediorientale, difficilmente verrà trattata da Obama con la dovuta attenzione.

L'Occidentale

Vedi anche le analisi di "Haaretz" e "Jerusalem Post"

27 maggio 2009

Paolo Maldini, un esempio per tutti

Vorrei fare una dedica per questa vittoria al calcio italiano e soprattutto a Paolo Maldini, un esempio per tutti. So che ha avuto qualche problema nel giorno dell'adddio, ma sappia che ha l'ammirazione di tutta l'Europa, da 25 anni. La dedica mia, dei giocatori e della società è per Maldini. Se cambia idea e volesse giocare ancora un anno, può venire a farlo da noi.
Pep Guardiola,
l'omaggio spagnolo

I conti con noi stessi / 17



In questo Paese non si può neanche sperare che si faccia giustizia contro corrotti e corruttori. Perchè anche la giustizia la si fa non per fare giustizia, ma per contribuire alla generale corruzione.

Rolling Silvio

Chiede Franceschini: "Alle italiane e agli italiani vorrei rivolgere una semplice domanda: fareste educare i vostri figli da quest'uomo (Berlusconi, ndr)? Chi guida un paese ha il dovere di dare il buon esempio, di trasmettere valori positivi". La domanda non è nuova. Negli anni Sessanta, una celebre campagna pubblicitaria chiedeva: "Lascereste uscire vostra figlia con un Rolling Stone?". La risposta, per i genitori, era chiaramente "no". Nel giro di pochi anni, però, quelle stesse figlie hanno reso Jagger e soci "the greatest rock 'n' roll band ever".

Eredi del grande centrosinistra

Il Pdl è di centrodestra? Sbagliato. La maggioranza degli operai vota per noi. Siamo interclassisti, eredi del grande centrosinistra che cambiò l’Italia.
Renato Brunetta,
è quello che sostengo da tempo

25 maggio 2009

Per ucciderlo

E allora formulo il legittimo sospetto che vi sia stato un gruppo di intelligenza che si è dato l'obiettivo di indirizzare al premier un'accusa infamante e di fare in modo che a formularla fosse la moglie. Con il doppio obiettivo: renderla attendibile e dargli il massimo della pubblicità. Certamente il fine era far cadere il governo, non ho alcun dubbio in proposito. Il gruppo di intelligenza non ha sparato per ferire Berlusconi , ma per ucciderlo.
Gianfranco Rotondi,
tutta colpa del Mossad

Le fantastiche 4, Bossi e il Viagra

La redazione di "Corriere.it" ha rintracciato su You Tube un video di Noemi con 3 inseparabili amiche: tra di loro c'è anche una tal Roby, forse la stessa Roberta che avrebbe accompagnato Noemi a Villa Certosa lo scorso capodanno. Non perdetevelo, è un piccolo gioiello neorealista. Sul caso Noemi, intanto, ha detto la sua Umberto Bossi: "Non ci credo che a un uomo politico avanzi il tempo per andare con tutte quelle donne lì. Io non riesco a stare solo nemmeno quando vado al gabinetto. Ai politici avanza troppo poco tempo". Ma il punto, per il leader della Lega, è un altro: "E poi, onestamente, Berlusconi i suoi anni li ha. Vabbé che c'è il Viagra, però ci credo poco".

How I Learned To Stop Worrying And Love The Bomb



Un film di Stanley Kubrick
con Mahmud Ahmadinejad e Kim Jong-il

"Le bandiere della resistenza morale"

In giorni difficili per il premier, il più grande regalo a Berlusconi viene dalle parole (autolesioniste per l'immagine del suo partito) di Rosy Bindi. Dopo aver letto l'intervista di "Repubblica" a Gino Flaminio, ex ragazzo di Noemi, la Bindi si sfoga: "C’è una corruzione morale praticata nei confronti di donne, di minorenni e dei valori sui quali una generazione dovrebbe fondare il proprio futuro". Unica salvezza, il Pd: "Ogni limite è stato superato. Basta con quelli che dicono: con l’antiberlusconismo si perdono i voti. Noi del Pd, che siamo l’unico vero argine a quest’uomo, dobbiamo saper prendere le bandiere della resistenza morale. Senza imbarazzo di alcun genere". Resistenza casta e pura, fino allo Stato etico.

Poi dite che è una privilegiata

Già, una si trova a una festa dove ci sono Beckham e Kakà, e deve sedersi fra Berlusconi e Confalonieri. Poi dite che è una privilegiata.
Robin,
"Europa"

I conti con noi stessi / 16



La provincia! Piena di sogni di evasione, e spietata con chi cerca di realizzarli.

Il caso Noemi e la domenica nera

Ormai è sempre più difficile star dietro all'affaire Noemi. Per chi si fosse perso qualcosa, ecco i momenti cruciali del week end appena trascorso:

1) D'Avanzo e Sannino di "Repubblica" vanno a Napoli e rintracciano l'ex fidanzato di Noemi Letizia. Le rivelazioni di Gino, pubblicate domenica mattina dal quotidiano di Ezio Mauro, scatenano un polverone.

2) Benedetto Letizia, padre di Noemi, chiama l'Ansa e annuncia querela contro "Repubblica" e Gino.

3) Oggi "Il Mattino" di Napoli esce con un'intervista a Benedetto Letizia (.pdf): a fronte delle ultime rivelazioni, ha deciso di dare la sua versione ufficiale dei fatti.

4) Tutto intorno, è il putiferio. Si va dalla proposta di una commissione d'inchiesta (Bonino) ad una mozione di sfiducia (Di Pietro), passando per la solita vaghezza di Franceschini e compari del Pd. I giornali esteri riprendono "Repubblica" e la supportano pubblicamente. Bacchettate al premier anche da parte di Don Sciortino, direttore di "Famiglia Cristiana".

5) Dopo la domenica nera (a Noemi si sono aggiunte le contestazioni dei tifosi a San Siro), Berlusconi pensa al contrattacco. Ghedini, il suo avvocato, valuta eventuali azioni legali contro "Repubblica". Il premier, intanto, sembra indeciso tra l'andare personalmente in Parlamento e il lasciar parlare il padre di Noemi, in attesa che il caso si sgonfi.

6) Questa sera va in onda "Anno Zero". Sulla carta, però, si dovrebbe parlare di Milano.

24 maggio 2009

Il Pd è in liquidazione

Il Pd è in liquidazione. Tutti sanno che dopo il 7 giugno Rutelli farà un nuovo partito, Enrico Letta andrà con Casini e molti degli attuali esponenti democratici si sposteranno a sinistra.
Silvio Berlusconi,
e se fosse la cosa migliore?

I conti con noi stessi / 15



I nostri storici odiano i caratteri e i personaggi, perchè questi richiedono immaginazione e intuito, cioè doti di scrittore, di cui essi sono disperatamente vedovi. Non sono storici. Sono soltanto degli archivisti, e molto spesso disonesti.

Comizi di ordinaria follia

Quello che state per vedere è un comizio di Giancarlo Gentilini, due volte sindaco di Treviso ed attualmente vicesindaco della città. Lo show ha luogo in un raduno della Lega Nord a Venezia, 14 settembre 2008. Molti lo conosceranno già, per quanto mi riguarda sono rimasto allucinato.

Ma il Milan c'è o ci fa?

Nel giorno dell'addio al calcio di Paolo Maldini, a San Siro va in scena soprattutto la protesta contro Berlusconi. Variegati gli striscioni apparsi in curva, da "Caro Berlusconi grazie di tutto e vai fuori dai c." al più prosastico "Devi spendere", passando per il poco fantasioso "Sono anni che compri bidoni e figurine. Quest'anno chi compri...le veline???".

Ma al di là delle rime, più o meno riuscite, la curva ha ragione: il Milan è sempre più vecchio e nel caos (Ancelotti va o resta? E Kakà?), vittima di campagne acquisti schizofreniche e prive di un progetto a lungo termine. Ma davvero Berlusconi pensa di poter andare avanti con questa squadra? Davvero la presidenza non sente il bisogno di svecchiare?

Ciò detto, non si capisce però la parallela protesta della curva contro un'eventuale ritorno di Sheva al Chelsea. "Sheva non si vende", "Sheva è un grande uomo e un grande calciatore, il suo futuro deve essere di un solo colore": davvero, e questa volta parlo ai tifosi, è un bene che Sheva resti al Milan? Portando via lo spazio ad un altro centravanti, magari più giovane? Ho i miei seri dubbi. Una cosa è certa: il futuro del Milan, oggi come oggi, è poco rosso e molto nero.

23 maggio 2009

I conti con noi stessi / 14



E' chiaro: l'Italia funziona solo quando non funzionano le leggi, e forse è per questo che ne sforna più di qualunque altro Paese al mondo.

Sperava si togliesse la bandana

"Andiamo a fare un giro. Ma prima di andare in mezzo alla gente mi cambio". Mio marito sperava si togliesse la bandana. Invece no. Se la tenne in testa, se l'era semplicemente cambiata con un'altra che si intonava con il colore della sua camicia. Fu cosi che Tony mi disse: "Qualsiasi cosa accada, fa' in modo che non mi facciano fotografie vicino a Silvio con la bandana. Mettiti tu in mezzo, altrimenti la stampa britannica ci uccide".
Cherie Blair,
a "Che tempo che fa"

Votare Silvio e non leggere Repubblica



Da qualche giorno è online il sito "Forza Silvio", network ufficiale dei sostenitori di Silvio Berlusconi. Tra le immagini che scorrono sulla home page, questa è davvero impagabile: ebbene sì, siamo a questo livello...

Un disegno di legge di iniziativa popolare

Sto veramente pensando ad un disegno di legge di iniziativa popolare per diminuire, che so, a 300 il numero dei deputati e a 150 il numero dei senatori. Perchè una legge di iniziativa popolare? Voglio vedere il Parlamento non votare positivamente, non approvare una legge che fosse presentata col sostegno di milioni e milioni di elettori!
Silvio Berlusconi,
dove bisogna firmare?

La dura vita degli studenti


Una Noemi sul mare...

Richard Owen del "Times" torna sulla vicenda Silvio-Noemi. Nell'articolo, intitolato "Silvio Berlusconi and model Noemi Letizia went to Christmas party", il corrispondente da Roma riprende le ultime scoperte di "Repubblica": Noemi Letizia e la madre hanno partecipato ad una festa del Milan, sedute al tavolo di Fedele Confalonieri. Ciò detto, Owen riporta anche lo scoop che potremo gustarci sul prossimo numero del settimanale "Oggi": "The magazine Oggi carried photographs of Ms Letizia posing on a cruise ship during a school trip this week in the Adriatic, taking in Rhodes and Dubrovnik".

Nuova carne al fuoco per quello che ho ironicamente definito il vero scandalo dell'affaire Noemi: non solo ci sono scuole italiane che portano in crociera d'istituto sulla Msc Orchestra, ma questo "viaggio d'istruzione" diventa anche un'occasione per fare foto da rifilare ad uno dei maggiori settimanali italiani (dopo aver accontentato il mondo dei guardoni con la copertina di "Novella 2000"). Forse qualche domanda, senza nulla togliere a "Repubblica" (sostenuta ora anche da Huffington Post e The Guardian), dovrebbe farsela pure la ministra Gelmini...

22 maggio 2009

Paura dei topi


I conti con noi stessi / 13



Meglio il caos con tutti i suoi incerti che l'ordine comunista: quello in cui nessuno, andando a letto la sera, è sicuro di non essere svegliato da una pattuglia di polizia che viene ad arrestarlo nel buio e nel silenzio di tutti.

Fermiamo quest'uomo



Quest'uomo si chiama Farouk Hosny, ed è il ministro della Cultura egiziano. Quest'uomo sta per diventare direttore generale dell'Unesco. Perchè questo non va bene, lo spiegano Bernard-Henri Lévy, Elie Wiesel e Claude Lanzmann in un articolo-appello sul "Corriere della Sera" di oggi (.pdf), che invito tutti a leggere.

Meno male che Emma c'è

Riprendo ed evidenzio alcuni punti fondamentali del discorso che Emma Marcegaglia (.pdf) ha tenuto di fronte alla platea di Confindustria. Al di là del Silvio show finale, che ha un po' oscurato la vera protagonista della giornata, la Marcegaglia si conferma uno dei migliori cervelli italiani. Per un buon liberale quelle che seguono sono parole sante, da sottoscrivere a occhi chiusi.

Mercato e capitalismo

L’economia di mercato e il capitalismo sono anzitutto un meccanismo straordinariamente efficace di creazione e competizione di nuove idee alla ricerca di sbocchi commerciali. È così che nascono le opportunità e la ricchezza, degli individui e delle nazioni. Nessun pianificatore, nessuna agenzia governativa può sostituirsi alle persone in questo processo di scoperta e valorizzazione.

Stato minimo

Oggi lo Stato deve rimettere in carreggiata le economie e ridefinire le regole. Ma poi lo Stato dovrà rientrare nei suoi confini, lasciando all’impresa e al mercato il compito di guidare l’investimento, l’innovazione, la creazione di ricchezza. Sarebbe un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova epoca, nella quale sia la politica, per riaffermare la propria supremazia, ad indicare le priorità nell’allocazione delle risorse, a condurre lo sviluppo, a scegliere le nuove tecnologie e i vincitori della competizione.

L'Europa

Tra poche settimane eleggeremo i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. In questa campagna elettorale di tutto si parla, tranne che di Europa. Abbiamo bisogno di un’Europa forte. In un’Europa debole prevalgono le spinte nazionalistiche. Un’Europa forte sulla scena mondiale riuscirà a portare avanti con successo la politica fondata sul libero commercio e sulla concorrenza non falsata da “dumping” o da impegni sproporzionati in materia ambientale.

Le banche

Chiedo a tutte le banche, che vivono a contatto con il territorio, di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. Ci stiamo giocando il futuro del paese ed è nel loro stesso interesse che l’Italia conservi un vasto tessuto produttivo.

La vergogna dei crediti allo Stato

La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni è una patologia insopportabile. I ritardi nei pagamenti, già gravissimi, si sono allungati. Ci hanno spiegato che lo Stato e le altre amministrazioni non possono rimborsare subito tutti i debiti pregressi. Perché ciò innalzerebbe il debito pubblico valido per i parametri europei. Resto convinta che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati.

Le mafie

Le mafie controllano vaste aree del paese e le inchiodano all’arretratezza. Si genera così un circolo vizioso: il sottosviluppo alimenta la criminalità e questa crea un’economia parallela che offre impiego a vasti strati della popolazione, conquistandone la complicità. Occorre spezzare questo cerchio infernale. Lo Stato deve riprendere il pieno controllo di tutto il territorio del Paese.

Silvio usi il suo consenso

Il governo gode di un ampio consenso, ottenuto dalle urne, che si è consolidato nell’opinione pubblica e che gli conferisce un forte mandato. Mi rivolgo allora a Lei, Presidente Berlusconi. Il consenso che Lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso. Perché questa è l’ora di fare le riforme. Apprezziamo le azioni che sono state avviate. Ma occorrono maggiori incisività, rapidità, verifica dei risultati.

Gelmini e università: meritocrazia cercasi

Il Ministro Gelmini ha adottato alcuni coraggiosi interventi di razionalizzazione delle risorse, di selettività nella loro distribuzione e di valutazione dei docenti, per premiare i più meritevoli. Ma una vera svolta arriverà solo con il cambiamento radicale delle modalità di finanziamento e della governance delle università, in modo che vengano sempre selezionati e premiati i migliori. Oggi, invece, prevalgono i meccanismi autoreferenziali e i criteri di finanziamento basati sulla spesa storica che paradossalmente sovra-finanziano gli atenei peggiori. L’investimento in sapere e conoscenza costituisce il fattore decisivo della crescita sociale ed economica del paese. Ma nelle università continuiamo a investire troppo poco rispetto ai nostri partner europei. Una volta che la quota meritocratica darà una migliore garanzia sull’impiego dei soldi pubblici, i fondi universitari andranno aumentati.

La certezza del diritto

La lunghezza dei processi e le carenze della giustizia sono ormai intollerabili e minano la certezza del diritto in questo paese.

Tutti con Brunetta

Al Ministro Brunetta va riconosciuto il coraggio e la determinazione di aver avviato un processo di miglioramento della Pubblica amministrazione, impegnandosi per aumentare la trasparenza sui servizi, premiare il merito e sconfiggere l’inaccettabile assenteismo. Questa è una battaglia di civiltà e di equità. Anche nel pubblico impiego sono molti i capaci e i meritevoli. Questa volta devono vincere loro: non possiamo tornare indietro in questo processo.

L'odiosa partitocrazia

Dalla sanità alle infrastrutture, dalle forniture alle autorizzazioni, le imprese non devono più assistere ad atteggiamenti discriminatori dettati da logiche politiche, che favoriscono i sodali a scapito degli altri. Compete alla politica di scegliere per conto della collettività i livelli di tutela e le risorse da impiegare. Ma senza un passo indietro della politica dalla gestione, i nostri apparati pubblici non potranno migliorare. La politica deve tornare a essere un alto impegno in nome e a favore della collettività.

21 maggio 2009

I conti con noi stessi / 12



Per dirigere una discussione fra italiani, ci vuole il mitra. Parlano di democrazia, facendo della dittatura oratoria.

20 maggio 2009

Minzolini al Tg1

Augusto Minzolini è il nuovo direttore del Tg1. Per l'opposizione, vista la vicinanza delle elezioni europee, la nomina è irricevibile: come se negli ultimi 40 anni gli uomini della Rai non fossero stati decisi dal governo di turno. Polemiche (inutili) a parte, Minzolini - informatissimo retroscenista di "Stampa" e "Panorama" - mi sembra un'ottima scelta: un giornalista giovane, e di razza, alla guida del più importante telegiornale italiano. Buon lavoro.

Novella Noemi



Mentre Noemi Letizia è in gita scolastica in mezzo al mare (vero scandalo dell'affaire Noemi), Novella 2000 la sbatte in copertina. Qui (Corriere.it) alcune foto dal book inedito.

C'è una lista Bonino-Pannella, e potete votarla

Scusate, ma devo farlo. Sappiate tutti che alle prossime elezioni europee sarà presente una lista Bonino-Pannella, che potrete votare tracciando una X sul simbolo del partito. Sul sito dei radicali troverete programma elettorale e informazioni varie. E dopo averlo segnalato, vi spiego perchè l'ho fatto.

Sono due mattine che mi sveglio e al tg vedo Pannella in sciopero della fame, magro, sofferente e con una stella gialla sul bavero della giacca. Siccome non ne posso più di vedere quel simbolo usato contro un fantomatico regime partitocratico - a causa del quale il 97% degli italiani non saprebbe dell'esistenza di una lista radicale alle europee -, io vi segnalo l'esistenza della lista e invito tutti a farlo. Nella speranza che quella stella sparisca presto dalla giacca di Pannella e dai nostri teleschermi. Grazie.

I conti con noi stessi / 11



Questi antifascisti idioti e bugiardi l'hanno fatto passare per una tragedia eschilea, il fascismo. Ma non era nemmeno una commedia. Era solo una farsa alla De Filippo.

19 maggio 2009

Ecco il vero scandalo dell'affaire Noemi!

In mezzo a tante parole, inchieste e domande, la cosa più assurda relativa all'affaire Noemi Letizia è stata rivelata oggi da Corriere.it:
Intanto mentre il presidente del Consiglio è alle prese con i rapporti con la stampa e i sondaggi, la giovane e bella Noemi se ne è andata in crociera scolastica con i compagni di istituto. Si è imbarcata, infatti, sulla motonave «Orchestra» della Msc, diretta in Grecia, Turchia e Croazia. Tenendosi per una settimana alla larga da intervista e polemiche.
No, dico: quale scuola italiana porta le sue classi in crociera d'istituto sulla Msc Orchestra? Ma stiamo scherzando?

I conti con noi stessi / 10



Io - è noto - disprezzo i premi letterari. Ma non perdono chi me ne defrauda.

Che la farsa abbia inizio!



Ha preso il via quella che già si annuncia come la più grande farsa del 2009. Il regime birmano processa (a porte chiusissime) il premio Nobel per la Pace Aung San Suu Kyi, accusata di aver "violato gli arresti domiciliari" in seguito all'improbabile visita di un improbabile americano, giunto alla sua abitazione a nuoto e con tanto di pinne. Con una lettera al regime, Carla Bruni chiede la sua liberazione; sul "Corriere della Sera", Isabella Bossi Fedrigotti chiede di non dimenticarla. Tutto giusto; ma l'unica cosa da fare è quella che nessuno farà mai: prendere il partito comunista cinese e fargli un bel discorsetto.

Gli sconosciuti Tamil e la tragedia palestinese

Copio e incollo l'interessante "Uovo di giornata" pubblicato oggi dal quotidiano on-line "L'Occidentale". La centralità della questione palestinese agli occhi dell'opinione pubblica internazionale è davvero sorprendente se rapportata ad altre tragedie mondiali. Ma la questione è semplice: se non c'è di mezzo Israele, la voglia di scendere in piazza è pari a zero.

Dallo scorso gennaio l’esercito singalese ha ucciso circa 7.000 civili Tamil provocando solo qualche rigurgito di compassione nelle tv e sui giornali italiani e nemmeno una manifestazione all'università. Oltre 2.500 “Tigri” combattenti, compreso il capo supremo dei terroristi, sono morte. “Nelle ultime 24 ore più di 3.000 cadaveri sono stati abbandonati nelle strade”, ha detto un portavoce delle Tigri.

Alla fine i ribelli si sono arresi, a differenza di Hamas che è ancora lì pronta a trascinare all’inferno i palestinesi. Ma dov’è finita l’indignazione di Michele Santoro in una puntata di Anno Zero degna di Al Jazeera? Ogni vittima Tamil vale si è no un centesimo di un palestinese, mediaticamente parlando.

Quando Israele ha invaso Gaza si è ritrovato isolato da tutta la comunità internazionale. Le riunioni e le mozioni al Consiglio di Sicurezza dell’Onu si susseguivano freneticamente. Alla fine il governo Olmert ha desistito. Nel caso dello Sri Lanka il governo “aggressore” è andato fino in fondo, forse troppo. C’è stata solo una riunione informale del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Consigliamo a Santoro di mandare uno dei suoi embedded a Palermo, dove un centinaio di Tamil stazionano protestando davanti alla prefettura.

Siamo uomini di mondo e comprendiamo che quella dei Tamil è una guerra dimenticata, ma sarebbe bello sapere che ne pensa la sinistra di un post apparso giorni fa sul sito di Indymedia: “Se il governo di Israele facesse fuori in una settimana migliaia di persone saremmo giustamente incazzati neri – scrive un anonimo antagonista – Possibile che il nostro internazionalismo si limiti alla questione palestinese e si tralascino massacri addirittura peggiori?”. Possibilissimo.

(C) L'Occidentale

Ingannare la comunità internazionale

Le affermazioni e le manifestazioni di speranza del presidente statunitense Barack Obama hanno l'unico obiettivo di ingannare la comunità internazionale in merito a qualsiasi questione legata ai comportamenti e all'esistenza dell'entità sionista razzista e radicale.
Hamas,
"No, we can't"

Cercasi terzo giudice



Simona Ventura non parteciperà alla terza edizione di X Factor. Il comunicato ufficiale recita: "
La Ventura, già confermata nel nuovo palinsesto autunnale di Raidue al timone di Quelli che il calcio e dell'Isola dei Famosi, non sarà nella squadra della terza edizione di X Factor che ha portato al successo insieme a Morgan, Mara Maionchi e al conduttore Francesco Facchinetti, trasformando la trasmissione anche in un fenomeno mediatico, specie tra la fascia giovanile del pubblico televisivo". Ora, se certo la qualità musicale non ne risentirà, qualche problema potrebbe sorgere sul fronte dello spettacolo: il mitico trio dei giudici, tre veri personaggi, era perfettamente assortito. Si aprono ufficialmente le candidature per la successione.

18 maggio 2009

I conti con noi stessi / 9



Il maggior difetto degl’italiani non è quello di essere servili. E’ quello di voler sempre a tutti costi accusare qualcuno di averli asserviti.

17 maggio 2009

I conti con noi stessi / 8



A me, a sentir parlar male dell'America a queste mense di ricchissimi industriali che senza l'America sarebbero finiti uscieri di Krupp o inquilini di un lager in Siberia, manda all'aria la digestione. Ed è un peccato perchè la roba da digerire è buona, dal caviale allo champagne.

Alla Fiera del Libro di Torino c'è Tariq Ramadan ma non Yoani Sanchez

“Io, gli altri”: è questo il tema della XXII edizione della Fiera Internazionale del Libro di Torino (Lingotto Fiere, 14-18 maggio), appuntamento irrinunciabile per gli amanti della letteratura. Una fiera che – causa crisi internazionale – si annunciava sottotono: ma a risentirne, racconta Baudino su “La Stampa”, sono stati più che altro buffet e tartine. Esente dai tagli è risultato invece il programma, ancora una volta ricchissimo: 1400 espositori e 53 “firme” in più rispetto all’anno precedente.

Obiettivo: per Rolando Picchioni, presidente della Fiera, è quello di battere il record dei 300.000 visitatori del 2008. In linea con le edizioni passate risulta anche il format (in attesa del 2010, quando la Fiera tornerà a chiamarsi “Salone”): incontri con gli autori, lezioni, tavole rotonde, spettacoli. E un Paese ospite: dopo Israele, con tutte le polemiche che seguirono, tocca all’Egitto.

Ad aprire le danze, giovedì, sono state due “istituzioni”. Sul fronte politico, il presidente della Camera Gianfranco Fini: per lui un bagno di folla – culminato con una sosta allo stand del ministero della Difesa, dove si è collegato in videoconferenza con il Cadmis College di Naqoura (Libano) – e un discorso inaugurale alla presenza del sindaco Chiamparino. “La conoscenza, la cultura i libri favoriscono la costruzione di un mondo più libero e solidale” ha detto Fini, “contro ogni forma di razzismo, antisemitismo, xenofobia e integralismo”. Il presidente ha parlato poi dell’Egitto, ospite della manifestazione, definendolo un Paese “strategico per il processo di pace in Medio Oriente, fortemente impegnato nel garantire il dialogo inter-palestinese”.

Sul piano culturale, invece, l’istituzione è stata Umberto Eco, protagonista di una lectio magistralis in compagnia del francese Jean-Claude Carriére, sceneggiatore e coautore del saggio “Non sperate di liberarvi dei libri” (Milano, Bompiani 2009). Un successo annunciato: oltre 600 persone hanno assistito all’evento, segnato dall’elogio dell’oggetto-libro e dallo scetticismo del semiologo verso le nuove tecnologie. “Nell’e-book io vorrei che si salvasse la possibilità di bagnarsi il dito” ha auspicato ironicamente Eco, “una soddisfazione orale che risale all'infanzia: forse leggiamo libri perché non abbiamo più il ciuccio”.

E poi, via con il fiume di eventi organizzati dagli editori – sollevati dagli ultimi dati presentati dall’Aie (Associazione Italiana Editori), secondo cui nel 2008 il settore libri ha tenuto bene. Difficile districarsi tra le proposte: si va da grandi narratori del calibro di David Grossman e Salman Rushdie (che presenta il nuovo romanzo “L’incantatrice di Firenze”, Milano, Mondadori 2009) al nobel turco Orhan Pamuk, dai thriller di Jeffery Deaver e Giorgio Faletti (con l’attesissimo “Io sono Dio”, fresco di stampa per i tipi di Baldini Castoldi Dalai) all’enfant prodige Paolo Giordano.

Di grande interesse è poi il fronte della saggistica. Nei cinque giorni della manifestazione sono sfilati (e sfileranno) Rita Levi Montalcini (“Cronologia di una scoperta”, Milano, Baldini Castoldi Dalai) e Claudio Magris, il professor Donald Sassoon (autore – con “La cultura degli europei. Dal 1800 a oggi”, pubblicato da Rizzoli – di uno degli studi più sorprendenti degli ultimi anni) e il celebre antropologo francese Marc Augè (“Elogio della bicicletta”, Torino, Bollati Boringhieri). Presente all’appello, dopo il rifiuto dello scorso anno in segno di protesta contro Israele, anche il controverso intellettuale islamico Tariq Ramadan.

Vasto anche il parterre degli autori-giornalisti, le cui presentazioni sono l’occasione per discutere di politica e attualità. Se il fondatore di “La Repubblica” Eugenio Scalfari tiene una lectio magistralis dal titolo “La modernità, nascita, fulgore, declino”, il neo direttore de “La Stampa” Mario Calabresi presenta (con Sergio Marchionne) il suo nuovo libro sull’America di Obama nella crisi globale (“La fortuna non esiste”, Milano, Mondadori 2009), frutto dell’esperienza in qualità di corrispondente dagli Stati Uniti per “La Repubblica”. Atteso è poi l’incontro con Enrico Mentana, che racconta la sua “Passionaccia” (Milano, Rizzoli 2009).

Ospite d’onore della Fiera è la cultura egiziana. In concomitanza con la grande mostra sui “Tesori sommersi” ospitata dalla Reggia della Venaria Reale, al Lingotto intervengono archeologi ed egittologi come il leggendario Zahi Hawass. Per quanto riguarda la scena letteraria del Cairo, i visitatori potranno scoprire le pagine più belle del Nobel Naguib Mahfouz e di Al Aswani, esponente di punta del movimento d’opposizione egiziano Kifaya, divenuto celebre in Europa col romanzo “Palazzo Yacoubian” (Milano, Feltrinelli 2006). Come per Israele, anche quest’anno la scelta del Paese ospite ha suscitato polemiche: molti degli stessi protagonisti del boicottaggio alla Fiera 2008, infatti, hanno fatto notare come l’Egitto non sia certo un campione nel rispetto dei diritti umani. Rispetto al can can mediatico di un anno fa, comunque, le proteste sono state più contenute.

Più che l’Egitto, infatti, a far parlare di sé in relazione ai diritti umani è la blogger cubana Yoani Sanchez (“Cuba libre. Vivere e scrivere all’Avana”, Milano, Rizzoli 2009). La storia è semplice: invitata alla fiera per presentare il suo libro, la donna si è vista negare dal governo castrista il visto per l’espatrio. Intervistata da “La Stampa”, l’autrice ha raccontato così l’alt governativo: “Negli ultimi sei mesi mi hanno negato il permesso di espatriare tre volte: è un castigo, la loro risposta al blog”. Rizzoli, comunque, non demorde e ha scritto una lettera aperta a Raùl Castro (firmabile anche sul sito della fiera) per chiedere al dittatore di lasciar partire la Sanchez. Un tentativo in extremis per ospitare uno degli invitati più coraggiosi della Fiera Internazionale del Libro 2009.

L'Occidentale

I torinesi di Patrizia Varetto hanno un cuore fragile e imperfetto

Patrizia Varetto conosce molto bene il mondo della narrativa. Specializzata in diritto d’autore, ha lavorato per 16 anni nel sistema dell’editoria; è stata apprezzata traduttrice riscoprendo piccoli classici dimenticati. Un bel giorno però – come racconta a “l’Occidentale” – ha deciso di percorrere la strada della scrittura. Il risultato è Cuori imperfetti, il suo romanzo d’esordio, pubblicato quest’anno da Mondadori. Il libro viene presentato oggi alla Fiera del Libro di Torino (ore 13.00, spazio Boostock). Sullo sfondo di una Torino inquieta e affascinante, l’autrice dipinge le vite di personaggi legati dall’amore e vincolati dalla solitudine, in un mondo di relazioni irrimediabilmente imperfette.

Signora Varetto, com’è maturata l’idea di “Cuori imperfetti”? Cosa l’ha spinta a mettersi in gioco direttamente come autrice?

Ho sempre coltivato il desiderio di scrivere ma il lavoro decisamente impegnativo che ho svolto prima in editoria, e poi nel settore della comunicazione, non era conciliabile con un’attività come la scrittura che richiede non solo tempo a disposizione, ma anche energia e dedizione assoluta. Inoltre, come credo succeda a molti lettori accaniti, come io sono stata e sono tuttora, le pagine lette – o almeno quelle che segnano – non vanno perdute. Si stratificano, si accumulano e a un certo punto affiorano “rielaborate”. Nel mio caso, a un certo punto, è affiorata una storia, che si è popolata di personaggi. Prima Carla, poi Alessandro, poi Luca. Ho cominciato a guardarli, a vivere con loro e da lì è partita la scrittura. Quei personaggi erano e sono talmente veri nella mia percezione che ho faticato molto a separarmi da loro, a libro finito.

Il titolo del libro rappresenta perfettamente i personaggi. Pensiamo a Marta che sceglie di dividersi tra due famiglie. Crede che i suoi personaggi, sospesi tra emozioni e solitudine, risentano della mancanza di punti di riferimento stabili?

Sì, certo. La prima causa di instabilità è la mancanza di un punto di riferimento con sé stessi. La difficoltà di trovare un punto di equilibrio interno. E questo smarrimento non riguarda solo gli adolescenti, come sarebbe naturale, ma anche gli adulti, sollecitati da aspettative indotte, imprigionati da ruoli imposti. Tutte “coperture” che quando siamo messi a confronto e contatto con i sentimenti, saltano. La realtà esterna, poi, non aiuta ma aumenta queste difficoltà. Il senso di insicurezza, la perdita di valori, i ritmi della società moderna ci rendono fragili. Inseguiti da qualcosa e inseguitori di qualcosa che non si sa cos’è. Fino a che non si trova il coraggio di fermarsi.

La maturità di Marta, l’età adulta di Carla e Luca, l’adolescenza inquieta di Alessandro: come ha maturato i caratteri dei suoi personaggi? Quali sente più vicini alla sua esperienza personale?

Un romanzo come “Cuori imperfetti”, decisamente introspettivo, pesca inevitabilmente nel mio vissuto. Non nel senso strettamente autobiografico ma nel senso dell’ esperienza esistenziale. Quella di una donna che è stata figlia, che è stata “donna in carriera”, che è madre. Di una persona che è passata attraverso lutti e malattie e che ha cercato e cerca, se non di trovarci un senso (perché spesso il dolore non ne ha), almeno di elaborarli per poterseli lasciare alle spalle e proseguire comunque in quel percorso accidentato e straordinario che è la vita.

A fare da sfondo alle vicende del libro è Torino, la città in cui lei è nata e cresciuta. Presenza forte e affascinante, anche nei suoi tratti più bui. La Torino del romanzo è la stessa che vede tutti i giorni?

Quella che ho descritto è la Torino che vedo, la mia città. La amo e la detesto allo stesso tempo. La vivo come intellettualmente supponente, di una supponenza molto provinciale. La vivo come città “chiusa” che sbandiera la sua apertura, il suo essere internazionale. Un po’ più di misura non guasterebbe. Forse più di altre città Torino è una realtà che nel tentativo di passaggio a una nuova identità ci ha messo un po’ troppo furore, un po’ troppa autoreferenzialità. Detto questo, la città degli ultimi anni è migliorata anche grazie agli ottimi professionisti che ci lavorano. Quelli il cui nome resta ignoto, quelli che “ruscano” davvero come si dice dalle nostre parti. Ma quell’imprinting di città sabauda, un po’ spocchiosa, resta. Deve essere un fatto di DNA.

Un capitolo del romanzo è dedicato al funerale degli operai della Thyssen. Cosa ha rappresentato – per lei e per Torino – quella tragedia?

L’ho vissuta esattamente come Carla nel romanzo. Ero presente ai funerali e sentivo il dolore della gente pressata nella piazza, il contrasto tra il funerale-spettacolo e il dolore corale, autentico, che entrava sottopelle. Ma non so dire se quella tragedia ha davvero significato qualcosa, perché purtroppo di lavoro si continua a morire e non solo per fatalità.

Approfittando dei suoi trascorsi in editoria, allarghiamo il discorso al panorama letterario italiano. Molti autori con un romanzo nel cassetto si chiedono se è ancora possibile essere pubblicati inviando il proprio manoscritto… Qual è la sua esperienza?

Io sono stata fortunata. Mancavo dall’editoria da molti anni, più di quindici e quindi non avevo più riferimenti all’interno delle case editrici. Ho affidato il dattiloscritto a un’agenzia letteraria e mi sono preparata ad aspettare mesi una risposta. Inaspettatamente nell’arco di qualche giorno ho ricevuto più offerte. Non credo dipenda solo dal merito: chissà quante belle storie rimangono sepolte sotto una pila di dattiloscritti, sulle scrivanie degli editor…

La sua casa editrice, Mondadori, ha lanciato Paolo Giordano – uno dei più fortunati casi letterari degli ultimi anni. Come giudica la giovane narrativa italiana? Vede dei talenti all’orizzonte?

Devo confessare che leggo poco le novità. E non per snobismo; sento di avere ancora troppo lacune sul fronte dei classici della letteratura. Giovani autori interessanti sono sicuramente Fabio Geda e Andrea Bajani, entrambi torinesi; un vero talento a mio avviso è il “giovane” novantenne Pahor, pubblicato da Fazi.

L’ultima domanda la riserviamo ai premi letterari. Dopo lo scandalo del Grinzane Cavour e i “sospetti” sullo Strega, crede che abbiano ancora un significato? Ad essere premiato è il merito artistico o l’editore più forte?

A essere premiato non è quasi mai il merito artistico. Quanti buoni libri escono e non se ne sa nulla solo perché editi da piccoli editori o perché non c’è qualche buon PR alle spalle, qualche regina dei salotti che fa da traino, qualche padrino illustre? Credo però che la scrittura sia una delle poche attività in cui il talento alla fine viene fuori perché i lettori restano i veri giudici. Imparziali e appassionati.

L'Occidentale

16 maggio 2009

Cavaliere v/s Repubblica, scende in campo il "Times" di Murdoch

"The Times" torna sul caso Silvio-Noemi a pochi giorni dall'ultimo servizio. Richard Owen, corrispondente romano della testata londinese, torna a Napoli ad intervistare i genitori della diciotenne più famosa dìItalia. Secondo il padre di Noemi (quello vero), "it is all a campaign of lies and inventions to sell newspapers". Intanto, però, anche il "Times" si mette a fare domande scomode (in attesa del prossimo comunicato di Palazzo Chigi, presumibilmente furente con Mr Murdoch): "There may be an excellent explanation for all the unanswered questions. But if there is, the Prime Minister has not yet provided it. Why, for example, did Noemi tell Angelo Agrippa of Corriere del Mezzogiorno, a local paper, that Mr Berlusconi “brought her up”, that he had given her expensive presents in the past, and that before coming of age she often visited him in Rome, Milan and Sardinia, albeit accompanied by one of her parents". In chiusura d'articolo, alcune celebri massime del premier: da "Mussolini never killed anyone. Mussolini used to send people on vacation in internal exile" a "I am the Jesus Christ of politics. I am a patient victim, I put up with everyone, I sacrifice myself for everyone".

Sempre Owen, sul "Times" on-line, parla poi della battaglia di "Repubblica" sulle dieci domande che avreste sempre voluto fare a Berlusconi ma non avete mai osato chiedere. A chiudere il cerchio, il quotidiano ci mette pure una nuova denuncia di Luttazzi: il premier, dice il comico, censura i giornali.

Considerazioni: "Repubblica" ha trovato nel "Times" un grande alleato; il più prestigioso quotidiano conservatore al mondo fa molta più opposizione a Berlusconi di quanta ne faccia il Pd; più che di Scalfari e Mauro, Silvio dovrebbe preoccuparsi del signor Murdoch (al quale di Noemi non frega niente, ma molto della concorrenza televisiva).