PERSONAGGIO POLITICO DELL'ANNO // Nicolas SarkozyL'iperpresidente. Durante la campagna elettorale era ovunque: su tutte le tv, su tutti i giornali, su tutte le radio. Poi ha stravinto contro la Royal, promettendo la rottura col passato: gli scioperi che per giorni hanno paralizzato la Francia sembrano dargli ragione. Nel suo primo discorso ha detto che non avrebbe dimenticato gli oppressi del mondo: cita le infermiere bulgare, e poco dopo le libera. Re della Francia (in Italia tutti, da destra a sinistra, lo guardano con ammirazione: ma quel decisionismo, nel Belpaese, resta un sogno...) e Re dei del gossip: rompe con una moglie bellissima, piange due giorni poi va a Eurodisney con una donna ancora più bella (Carla Bruni). Viene in Italia e lancia l'Unione Medfiterranea, giusto in tempo per andare in Egitto con la nuova fiamma e chiudere sotto le piramidi un anno fantastico.
EVENTO POLITICO DELL'ANNO // Annapolis ConferenceUn altro tentativo, l'ennesimo, per mettere fine al conflitto isrealo-palestinese. Dopo il fallimento di Clinton, questa volta ci prova Bush: come sempre, a scadenza del mandato, i presidenti americani cercano il colpaccio. Le trattative, durate mesi, sono state coordinate dalla brava Condoleezza: più volte il tavolo ha rischiato di saltare, lei lo ha tenuto dritto. Alla fine, a novembre, il sogno si realizza: Olmert e Abu Mazen si presentano ad Annapolis, nel Maryland; intorno a loro, tutto il mondo: l'Occidente, le istituzioni mondiali, gran parte degli Stati arabi (assoluta novità). I due promettono una pace entro il 2008: c'è la questione dei confini, di Gerusalemme, dei profughi, della sicurezza... Ma hanno promesso davanti al mondo. Sarebbe bello, alla fine del prossimo anno, dare l'Oscar per il miglior personaggio politico ai due artefici dell'accordo più difficile di sempre.
OUTSIDER DELL'ANNO // Barack ObamaPensateci. Un presidente giovanissimo, che n0n si chiama Clinton ed è pure nero. Sì, sembra di tornare ai tempi del bel JFK, ed è per questo che Obama fa sognare tanti americani: sentitelo parlare, sembra il Messia. Ha una sogno da regalare a tutti, e lo fa con una voce irresistibile. Molti dicono che è troppo giovane e inesperto per guidare l'America minacciata dal terrorismo. Può essere: le sue probabilità di battere Hillary, e poi il candidato repubblicano, sono molto basse. Ma proprio per questo fa sognare l'America: perchè è completamente diverso da tutti gli altri. E chissà che i sogni di alcuni democratici non diventino realtà...