We are on the side of the Palestinian people's memorable struggle ... against the genocidal state of Israel that knocks down, kills and aims to terminate the Palestinian people.
sabato 28 novembre 2009
To terminate the Palestinian people
Non sono deluso
Non sono deluso. Lo sarei stato se fossi giunto qui con la sensazione di avere una grande chance di vincere. Ma non sono venuto qui con questa sensazione. Sapevo già prima dell'inizio del torneo, che sarebbe stata davvero dura. Ma ho cercato di fare del mio meglio ogni giorno. Non è stato sufficiente su questa superficie contro i migliori giocatori del mondo.
Experience the Drama / 7
venerdì 27 novembre 2009
Experience the Drama / 6
Mumbai rialza la testa un anno dopo il suo "11 Settembre"

Il sangue, le esplosioni, la facciata del Taj Mahal in fiamme. Un anno dopo, Mumbai ricorda il suo 11 settembre: era la sera del 26 novembre 2008 quando alcune esplosioni diedero il via a una serie di attacchi mirati agli alberghi e ai locali della città indiana. Un’operazione terroristica durata tre giorni, con gli attentatori asserragliati nei saloni degli hotel insieme a cittadini inermi: il bilancio finale fu di 170 morti e oltre 300 feriti; dei terroristi, 9 furono uccisi e uno venne arrestato. Dodici mesi più tardi, l’India colpita al cuore esce dall’incubo senza dimenticare: perchè da una brutta caduta – questo è il messaggio delle autorità – ci si può rialzare ancora più forti.
Tra le molte iniziative organizzate per rievocare quei giorni spicca la parata della polizia di Mumbai, protagonista del blitz che portò all’uccisione dei terroristi e all’evacuazione degli alberghi. Il significato dell’esibizione – arricchita da dimostrazioni antiterroristiche del corpo speciale Force One – lo ha spiegato Rakesh Maria, responsabile delle investigazioni sugli attacchi di un anno fa: “Vogliamo dire alla gente che oggi Mumbai è più sicura. Se ripenso a quei giorni, l’unica cosa che mi brucia ancora è la perdita di tante vite umane: se solo avessimo potuto prevenirlo…”. Molti dei cittadini che hanno assistito alla parata si sono poi recati sui luoghi simbolo della tragedia – il Leopold Cafè, l’Oberoi Trident, il Taj Mahal – ed hanno preso parte a una preghiera collettiva a ricordo delle vittime.
Sul fronte istituzionale, gli attentati sono stati rievocati con l’inaugurazione di un memoriale e con l’annuncio della nascita di un museo, che ricorderà anche le vittime della stazione ferroviaria Chhatrapati Shivaji. Commozione anche alla Nariman House, il centro ebraico colpito dagli attentatori, dove il rabbino Yehuda Krinsky ha acceso candele per ricordare i sei ebrei uccisi: gli attentati “mi hanno ricordato immagini dell’Olocausto”, ha poi commentato il capo degli ebrei ortodossi. Tassisti e guide, intanto, organizzano tour sui luoghi del 26 novembre, proponendo ai turisti le testimonianze del poliziotto che affrontò un terrorista armato e della baby sitter che portò in salvo il figlio di un rabbino: storie commoventi di eroi per un giorno.
Al pari dell’11 settembre, anche gli attentati di Mumbai hanno scosso l’immaginazione indiana. Di fianco al Taj Mahal, Jasmine Shah Varma ha allestito una mostra collettiva intitolata “Niente sarà più come prima” perché, spiega, “si è perso qualcosa in quei tre giorni e noi vogliamo ricostruirlo”: in questi dodici mesi, ad esempio, “il romanticismo del lungomare di Mumbai è cambiato, adesso ci ricorda del terrore che arrivò dal mare”. Non solo arte, comunque: se la Picture Producers ha già registrato 30 progetti cinematografici incentrati sugli eventi di quei giorni, la Raj Comics ha messo in vendita una serie di fumetti in cui intrepidi supereroi catturano i terroristi. Il primo numero, uscito in primavera, ha venduto più di 100.000 copie.
Il ricordo, però, dovrebbe essere sempre legato alla giustizia. Dove hanno portato le indagini condotte nel corso del 2009? L’unico terrorista sopravvissuto ai blitz della polizia, il pachistano Muhammed Ajmal Qasab, è attualmente sotto processo. Più complesso è il discorso riguardante i mandanti: a conferma del fatto che i responsabili vanno ricercati nel gruppo terroristico Lashkar-e-Taiba, nei giorni scorsi un tribunale pachistano ha condannato sette presunti corresponsabili della strage indiana. I finanziatori del progetto, però, sarebbero sparsi in tutto il mondo: dall’insospettabile David Headley, arrestato dall’Fbi a Chicago il 3 ottobre, ad alcuni pachistani residenti a Brescia, accusati di aver finanziato la strage di Mumbai trasferendo soldi per via telematica ad ambienti vicini agli attentatori.
Ma in attesa di avere un quadro chiaro sulle responsabilità pachistane ed internazionali, Mumbai si è rialzata in fretta. E il simbolo della rinascita è proprio lo splendido Taj Mahal, che solo un anno fa le televisioni ci mostravano ferito e in fiamme. Il direttore generale dell’hotel Karambir Kang, che negli attacchi di fine novembre ha perso moglie e due figli, non si è arreso: “Questa cosa terribile non può né deve essere cancellata – spiega a Laura Fiengo di “Vanity Fair” – ma il 26 novembre fa parte della storia del Taj, come eventi più lieti, e bisogna portarselo dietro così com’è, senza rimanere fermi a quel momento”. L’hotel è stato restaurato in tempo per l’anniversario: “Tornate a trovarci”, invita Kang, “questo diventerà il miglior albergo del mondo”. Un bello schiaffo al terrorismo.
L'Occidentale
giovedì 26 novembre 2009
Voci dall'11 settembre
Sep. 11 2001, 6:03 AM
What a great prayer time, you were celebrating and I was assisting, Jesus was with David looking on as we ministered to a the congregation in Murcia. My love and prayers surround you my first and only love. I love you more and more.
Sep. 11 2001, 6:40 AM
Hey Honey! I love you, hope you are doing great! Talk to you soon!! Love, Kevin
Sep. 11 2001, 6:48 AM
Where are you? Are you ok? Can you call me? I Love You.
Sep. 11 2001, 7:45 AM
Morning my love. Hope you're having a good morning. I'm at working and getting started for the day. I love you!
Sep. 11 2001, 8:48 AM
A plane crashed thru the twin towers. Real bad..
Sep. 11 2001, 8:50 AM
Tom, I hope it wasn't you and Scott that crashed into the World Trade Center!
Sep. 11 2001, 9:06 AM
There was just a major plane crash into the World Trade Center. Walter said you may be needed in Manhattan. I'm clearing the Burn unit out now
Sep. 11 2001, 9:06 AM
ARE YOU OK? PLEASE EMAIL OR CALL. WHAT FLOOR IS JOSH ON?
Sep. 11 2001, 9:16 AM
Y! || Explosion rocks second World Trade Center tower.
Sep. 11 2001, 9:58 AM
I am now calculating how much money I am going to collect from your life insurance policies because..if you don't call me now!! to tell me you're not dead, I am going to kill you!
Sep. 11 2001, 10:55 AM
I'm OK. I saw the whole thing. Was on the roof looking at the first fire when I saw the second plane plow into the second tower. Unbelievable, literally...I was inside when they collapsed. Still in my apt, nowhere to go...This is the end of the world as we know it...
Sep. 11 2001, 11:29 AM
If I do not hear from you by High Noon, I am going to pick Laura up at school and tell her her Father is dead.
Sep. 11 2001, 11:32 AM
Natale in casa Obama
National Day of Thanksgiving
I, Barack Obama, president of the United States of America, by virtue of the authority vested in me by the Constitution and the laws of the United States, do hereby proclaim Thursday, Nov. 26, 2009, as a National Day of Thanksgiving. I encourage all the people of the United States to come together, whether in our homes, places of worship, community centers, or any place where family, friends and neighbors may gather, with gratitude for all we have received in the past year, to express appreciation to those whose lives enrich our own and to share our bounty with others.
happy Thanksgiving
Salvate il soldato Rafa
Experience the Drama / 5
mercoledì 25 novembre 2009
Il gemello magro
Ed eccoci al Masters. Come l'ho visto in campo, io che non l'avevo seguito allo Us Open mi sono ritrovato di fronte qualcuno che non conoscevo. Di Rafa Nadal, pareva il gemello magro. Spariti i polpacci possenti, sparita la chele sinistra che somigliava a un avambraccio di Tyson. Sparita soprattutto l'arrogante sicurezza, i gesti gladiatori, l'irruenza. Quel che restava era un ragazzo beneducato, più vecchio dei suoi 23 anni, incapace di far altro che subire i colpi penetranti di un Soderling potente sì, ma il più delle volte miope.
il fantasma di Nadal
Per la Casa Bianca è ora di decidere che strategia adottare in Afghanistan
Il dado è tratto. Sulla spinosa questione dell’Afghanistan, Obama sembra giunto ad una conclusione. “Al termine dell’ultima riunione – ha dichiarato ieri il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs – il presidente ha ottenuto tutte le informazioni necessarie per prendere un decisione definitiva, che sarà annunciata nei prossimi giorni”. Dopo profonde riflessioni, l’amministrazione americana spiegherà allora ai suoi cittadini (e al mondo) come intende muoversi in Afghanistan: verranno inviate nuove truppe, come chiede il generale McChrystal? Sarà prevista una exit strategy con scadenze certe? Come verrà finanziata la guerra?
È presto per rispondere, ma i due maggiori quotidiani americani – “Washington Post” e “New York Times” – concordano: secondo funzionari dell’amministrazione, Obama avrebbe deciso di andare incontro alle istanze del suo generale inviando in Afghanistan tra i 20.000 e i 40.000 nuovi soldati, che andrebbero a sommarsi ai 68.000 già presenti sul territorio. Decisiva è stata la riunione di lunedì sera con i consiglieri per la sicurezza nazionale e il generale McChrystal, in collegamento da Kabul: nel corso dell’incontro, durato circa due ore, Obama sarebbe stato definitivamente rassicurato sulle questioni che aveva posto a fronte delle quattro possibili strategie elaborate nei mesi passati dagli esperti dell’amministrazione.
In attesa di vedere confermate le indiscrezioni giornalistiche, per la Casa Bianca si pone ora un problema di comunicazione. Il presidente – il cui gradimento, a causa della contestata riforma sanitaria in discussione al senato, è sceso sotto il 50 per cento - si trova infatti a dover annunciare un aumento delle truppe (e delle spese) ad una popolazione sempre più stanca di Afghanistan e Iraq. Come e quando farlo? La data più probabile è il 1° dicembre: il discorso – che dovrebbe contenere anche una chiara indicazione di exit strategy – potrebbe essere il primo speech dell’era Obama ad essere trasmesso in diretta dalla stanza ovale. A seguire, il generale McChrystal e l’ambasciatore Karl W. Eikenberry interverrebbero al Congresso per argomentare e sostenere la decisione del presidente.
A favorire Obama in un passaggio tanto delicato della sua presidenza – oltre alla sua retorica – concorre però il fatto che sin dalla sua discesa in campo l’ex senatore dell’Illinois si è detto a favore dell’intervento afgano. Nel discorso alla nazione, allora, Obama potrebbe riprendere quella distinzione tra guerra giusta (Afghanistan) e ingiusta (Iraq) che ha caratterizzato la sua campagna elettorale e i primi mesi di presidenza. Ancora ad agosto, intervenendo ad una convention di veterani di guerra, il neopresidente aveva del resto ricordato che “questa non è una guerra per scelta, è una guerra per necessità”: e dovendo combattere, è bene farlo con tutte le proprie forze.
Ma oltre alle possibili ripercussioni sul gradimento della sua presidenza, Obama dovrà guardarsi anche dai compagni di partito e dagli americani più ricchi. Molti democratici, infatti, sono nettamente contrari a un incremento delle truppe: David R. Obey, ad esempio, ha confidato all’ABC di essere preoccupato che le spese militari possano pesare sui bilanci frenando la ripresa economica. I “ricchi”, già scontenti della riforma sanitaria, temono invece che possa essere istituita una nuova tassa per finanziare l’impegno militare afgano: battezzata “pay as you fight” dalla rivista online “Politico”, l’ipotesi è tutt’altro che irrealistica. E un aumento della tassazione, dopo aver annunciato la riforma della sanità pubblica ed aver impegnato nuove truppe in Afghanistan, potrebbe definitivamente allontanare molti centristi che avevano sostenuto Obama alle elezioni del 2008.
L'Occidentale

