16 febbraio 2008

I dodici punti di Walter

Assemblea costituente, il PD di Veltroni lancia i dodici punti del suo programma. Dodici punti: le duecentottanta pagine dell'Unione qualcosa hanno insegnato... Ecco i cardini della campagna elettorale:

1) Primo: modernizzare l'Italia significa scegliere come priorità le infrastrutture e la qualità ambientale per colmare il ritardo che l'Italia ha accumulato. Diciamo no alla protesta Nimby e sì al coinvolgimento e alla consultazione dei cittadini. Sì agli impianti per produrre energia pulita, ai rigassificatori, ai termovalorizzatori e al completamento della Tav. Insomma, Veltroni promette di fare quella che la sinistra radicale ha sempre bloccato, da Napoli a Torino, dai rigassificatori alla Torino-Lione. Correndo da solo, senza più il pesante e retrogrado fardello che oggi si chiama Sinistra Arcobaleno, sulla carta gli si può pure credere.

2) Il grande obiettivo di innovazione del Mezzogiorno, della sua crescita, che è la crescita dell'Italia. Il Sud Italia al secondo posto: i soliti temi della crescita e dello sviluppo, quello che la politica promette da quando Giuseppe Garibaldi incontrò il Re a Teano. Chi ci crede davvero? Nessuno, ma è un must dei programmi elettorali e va inserito: i termini sono molto vaghi, meglio in questo Berlusconi che con il ponte di Messina (al di là della sua utilità e fattibilità) si pone un "miraggio" concreto.

3) Il controllo della spesa pubblica: in altri termini, spendere meglio, spendere meno. In altri termini ancora, quella che dovrebbe essere la base di un qualsiasi programma elettorale di una qualsiasi forza politica.

4) Ridurre le tasse ai contribuenti leali, ai lavoratori dipendenti e autonomi che oggi pagano troppo. Altro must delle campagne: tutti lo promettono (chi voterebbe un partito che annuncia di aumentare le tasse?), ma Veltroni è in questo poco credibile. Vince Berlusconi, che nel suo quinquennio le abbassate poco e per pochi ma perlomeno non le ha alzate.

5) Investire più di quanto mai sia stato fatto sul lavoro delle donne: perchè, spiega Walter, oggi in Italia ci sono tre patologie: bassi tassi di occupazione femminile, bassa natalità e alti tassi di povertà minorile. E noi vogliamo trasformare il capitale umano femminile in un asso per la partita dello sviluppo. Quote rosa nel lavoro: un buon progetto, magari incominciando proprio dalla compilazione delle liste elettorali.

6) Problema della casa: aumentare le case in affitto e costruire circa 700 mila nuove case da mettere sul mercato a canoni compresi tra i 300 e i 500 euro. Non sarebbe male però, come consigliano dall'altra parte, rendere più accessibile l'acquisto dell'immobile.

7) Invertire il trend demografico mediante l'istituzione di una dote fiscale: 2500 euro al primo figlio e aiuti per gli asili nido. La boutade della campagna: posto che Veltroni trovi tutti soldi necessari a coprire l'iniziativa, siamo sicuri che il trend demografico si inverta con una detrazione fiscale di 2500 euro di fronte alle spese sostenute da una famiglia per mantenere un figlio fino alla maturità?

8) Cento nuovi campus universitari e scolastici entro il 2010, perché la società dovrà contare sul talento e sul merito dei ragazzi italiani. Meritocrazia negli atenei: qualcuno ci crede ancora?

9) La lotta alla precarietà, la qualità del lavoro e la sua sicurezza. Questo è uno dei punti forti di Walter: ottima la proposta di portare a 1.000 euro la retribuzione minima per i giovani precari.

10) La sicurezza, perché far sentire sicuri i cittadini è uno dei principali obiettivi del Pd. Come? Con maggiori fondi alle forze dell'ordine e certezza della pena. Posto che la mancata certezza della pena è uno dei più grandi scandali della storia d'Italia, su questo punto Veltroni è molto poco credibile. Basti ricordare l'indulto (votato, a onor del vero, anche da Forza Italia). Che l'allenza con Di Pietro possa portare acqua al mulino della sicurezza?

11) Giustizia e legalità: da troppi anni c'è uno scontro nel Paese sulla giustizia e tra politica e magistratura. Proporremo norme innovative per la trasparenza delle nomine di competenza della politica. Nel nostro ordinamento inseriremo il principio della non candidabilità in Parlamento dei cittadini condannati per reati gravissimi connessi alla mafia, camorra e criminalità organizzata o per corruzione o concussione. Lo schifo fuori dal Parlamento: normale nei paesi normali, in Italia è bene rimarcarlo.

12) Innovazione: vogliamo portare la banda larga in tutta l'Italia e garantire a tutti una tv di qualità. Ottima trovata: sulla tecnologia, il PDL è un po' indietro. E anche dalla banda larga passa la modernità di un paese che appartiene al G8.

Dodici punti chiari, tutti ampiamente condivisibili. Che spingono a due brevi considerazioni:
- Aspettiamo il programma del PDL, ma sembra proprio (come disse Blair) che destra e sinistra non esistono più: i dodici punti sopra citati, infatti, sono tranquillamente sottoscrivibili dal Cavaliere in persona. E lo stesso Walter potrà fare con i punti che usciranno dalla campagna di Fini e Berlusconi. Le larghe intese, insomma, partono forse proprio dai programmi.
- La politica estera, ce la siamo dimenticata? L'Afghanistan? Cosa faremo quando ci verrà chiesto di inviare più truppe? Il PD è d'accordo? Al momento, tutto tace. In attesa dei punti di Silvio.