27 aprile 2008

Tutti alla fiera, con Israele

Rien ne va plus. Dopo mesi di aspre polemiche, la Fiera del Libro di Torino – che si terrà al Lingotto dall’8 al 12 maggio, inaugurata dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano – è stata ufficialmente presentata al pubblico. Edizione record:1800 ospiti nazionali e internazionali, 1400 editori e 800 convegni. Da record saranno anche le misure di sicurezza adottate: i visitatori troveranno una fiera “blindata”, a causa della scelta di Israele come paese ospite nel 60° anniversario della sua fondazione.

Erano anni che la Fiera del Libro di Torino non richiamava tanta attenzione. Che gli italiani siano diventati tutti lettori? Certo che no. Ad attirare l’attenzione del pubblico e dei media è piuttosto la folta presenza di scrittori israeliani, intellettuali che hanno confermato la propria presenza a dispetto dei pressanti richiami al boicottaggio giunti da svariati sostenitori della causa palestinese. Una polemica, quella sul boicottaggio, che si è trascinata per mesi, con tanto di appelli e contro-appelli. Alla fine – incrociando le dita – sembra però che libertà d’espressione abbia avuto la meglio.

Le ragioni della presenza di Israele come paese ospite, già ampiamente illustrate dal presidente della manifestazione Ernesto Ferrero, sono state ribadite dall’ambasciatore israeliano Gideon Meir. In una lettera aperta, resa nota nella conferenza stampa di presentazione della kermesse, Meir ha messo in luce l’obiettivo di “dimostrare che esiste un Israele oltre la cronaca, che vive, lavora e opera nel confronto e nel rispetto delle abitudini dei popoli e che è in grado di affascinare il mondo con le sue capacità”. In altri termini “un paese assolutamente normale, dove i sogni, le ambizioni e gli stili di vita sono gli stessi delle grandi democrazie occidentali”.

Da qui, continua l’ambasciatore, la scelta di portare a Torino scrittori appartenenti a diverse generazioni, “da coloro che hanno vissuto la Shoah, a chi è tornato in Israele dagli angoli del mondo, ai giovani pienamente immersi nella loro contemporaneità”. Un ventaglio di voci per rendere conto di tutte le sfaccettature dello Stato ebraico: “Sono certo – ha concluso Meir – che tutti insieme contribuiranno a far conoscere la straordinarietà di Israele, uno Stato giovane fondato sulla nostra storia millenaria”.

E la “truppa” degli autori israeliani presenti a Torino è davvero notevole. Si comincia la sera del 7 maggio, con una prolusione inaugurale dello scrittore Aharon Appelfeld, sfuggito ai campi di sterminio nazisti e autore del lucidissimo “Badenheim 1939”, recentemente riedito da Guanda. La giornata inaugurale (8 maggio) sarà invece all’insegna del grandissimo Abraham Yehoshua, che presenterà la sua ultima fatica “Fuoco amico” (Einaudi). Tra gli altri, saranno presenti poi Meir Shalev – autore di bestseller internazionali come “La casa delle grandi donne” e “Il ragazzo e la colomba”, editi in Italia da Frassinelli –, Etgar Keret e Ron Leshem – tra i migliori rappresentati della nuova generazione di scrittori israeliani. Ampio spazio sarà infine riservato alle scrittrici israeliane, presentate dalla traduttrice Elena Loewenthal.

Al di là della letteratura, svariate saranno le iniziative di carattere storico e sociologico sul conflitto israelo-palestinese. Tra ospiti figurano Benny Morris – capofila dei Nuovi Storici israeliani – e Fiamma Nirenstein, mentre per ricostruire la storia dello Stato d’Israele e i suoi conflitti verranno proiettati filmati d’epoca dallo “Steven Spielberg Film Archive”. L’Unione Giovani Ebrei d’Italia ha invece organizzato un dibattito all’insegna del multiculturalismo “sui giovani nella società italiana di oggi: ebrei, musulmani, protestanti”.

Ampio spazio, sul fronte ebraico, sarà infine dedicato all’Olocausto e ai campi di sterminio nazisti. Shlomo Venezia presenterà la sua testimonianza da sopravvissuto – raccontata in “Sonderkommando Aushwitz” – mentre la casa editrice UTET (madre della miglior storiografia sulla Shoah) ha organizzato un dibattito sul 70° anniversario della promulgazione delle leggi razziali in Italia. Il fronte dei deportati politici sarà invece rappresentato dallo scrittore sloveno Boris Pahor, candidato al premio Nobel per la letteratura e autore di “Necropolis” (Fazi).

Un ruolo da protagonista, come di consueto, ricoprirà poi il cinema. Nella quattro giorni della fiera il Museo del Cinema proietterà 10 film israeliani: tra i registi, presenzieranno di persona Amos Gitai e Joseph Cedar (autore di “Beaufort”, tratto dal romanzo rivelazione di Ron Leshem). Al Lingotto, inoltre, il regista francese Claude Lanzmann presenterà l’edizione in dvd di “Shoah” (Einaudi), il più grande documentario sull’Olocausto che sia mai stato realizzato. Uno sguardo d’insieme sul rapporto tra cinema e Shoah verrà infine gettato da Claudio Gaetani, autore di un libro sull’argomento.

Non solo Israele, comunque: il programma della Fiera di Torino è (se possibile) ancor più ricco degli anni passati. Il tema prescelto per l’edizione 2008 – tenuta a battesimo da Elisabetta Sgarbi in qualità di madrina – recita “Ci salverà la bellezza”, come un personaggio dell’“Idiota” di Dostoevskij chiese al principe Myskin. In molti, al Lingotto, proveranno a rispondere: filosofi come Giovanni Reale, antichisti come Luciano Canfora, architetti come il ticinese Mario Botta e storici dell’arte come l’assessore milanese Vittorio Sgarbi. Grandi dibattiti, organizzati dalle case editrici, ruoteranno poi attorno alle tematiche più disparate: dalla Giustizia al Sessantotto, da Moro al terrorismo, dalla mafia alle morti bianche. Gradita conferma è infine quella del contenitore “Lingua madre”, dedicato all’incontro delle diverse identità culturali: Algeria, Libia, Tunisia, Marocco, Perù, Costa d’Avorio e via fino a ripercorere i “Viaggi” di Ibn Butta, trecentesco Marco Polo islamico.

Oltre agli israeliani, dunque, moltissimi saranno gli scrittori e i giornalisti presenti alla Fiera. Qualche nome: Gore Vidal, il finlandese Arto Paasilinna, l’americana Geraldine Brooks (autrice del bestseller “I custodi del libro”, Neri Pozza), lo spagnolo Idelfonso Falcones e il tedesco Arno Geiger. Tra gli italiani Milena Agus, Enrico Brizzi, Andrea Vitali (che presenterà “La Modista” in compagnia dei Sulutumana), Mario Calabresi, Giorgio Faletti, Ermanno Rea e Livia Ravera. Molti i giornalisti, da Giovanni Floris a Eugenio Scalfari fino all’attesissima presentazione del nuovo libro di Sergio Rizzo e Gian Atonio Stella, “La deriva” (Rizzoli).

Le premesse, si sarà intuito, ci sono tutte: la Fiera del Libro può essere una grande festa della Letteratura e della Cultura. L’organizzazione (e il coraggio) di Ernesto Ferrero si sono dimostrati sin qui impeccabili: impeccabili, e intelligenti, siano anche le proteste di chi vorrà manifestare il proprio disappunto per le scelte compiute dagli organizzatori.