25 maggio 2008

L'ultima lezione di Randy

Quella dell'ultima lezione è una pratica molto in voga negli Stati Uniti. Prima di lasciare la cattedra per anzianità, i professori universitari sono soliti tenere uno speech davanti a studenti, amici e colleghi: parlano della loro esperienza nel mondo accademico, regalano qualche pillola di saggezza, i più sensibili si lasciano scappare una lacrima tra gli applausi. Quando Randy Pausch ha tenuto la sua ultima lezione alla Carnegie Mellon University, davanti a 400 studenti, la pensione era ancora lontana: al momento del congedo aveva solo 47 anni.

La storia di Randy Pausch è diversa da tutte le altre. Professore di informatica e pioniere della realtà virtuale, Pausch ha deciso di lasciare l'università per stare vicino alla moglie e ai tre figli. Motivo? Nel settembre 2006 gli è stato diagnosticato un cancro al pancreas, una delle forme peggiori: le speranze di sopravvivenza si aggirano intorno al 4-5%. Pausch si fa operare, ma nell'agosto 2007 l'incubo ritorna: «In quel momento – dice Randy sul suo sito web, costantemente aggiornato – i dottori hanno stimato ancora 3-6 mesi di vita sana».

È una corsa contro il tempo. A settembre, Pausch decide di lasciare l'università con la classica ultima lezione. Una lezione assolutamente sorprendente: Randy è sorridente, ride e parla della sua vita passata. «Non so come si fa a non divertirsi. Sto per morire e mi diverto. E ho intenzione di continuare a divertirmi per ogni singolo giorno che mi resta. Perché non c'è altro modo di vivere». La sua ultima lezione – "Realizzare i sogni dell'infanzia" – finisce su youtube: a oggi, più di due milioni di persone si sono commosse davanti all'inguaribile ottimismo di Pausch.

L'ultima lezione di Randy diventa presto un caso mondiale. I ragazzi la diffondono via e-mail, mentre il professore viene intervistato dai più grandi giornali mondiali. Il 22 ottobre 2007 è il giorno della consacrazione: l'ultima lezione viene replicata nel corso del principale talk-show americano, "The Oprah Winfrey Show", davanti a milioni di telespettatori. Le parole di Pausch, ampliate, finiscono la corsa in un libro: bestseller annunciato, "L'ultima lezione. La vita spiegata da un uomo che muore" vede la luce contemporaneamente in tutto il mondo. In Italia lo pubblica Rizzoli (233 pagine, € 15.00), che ha anche messo online il video originale della lezione con traduzione in italiano (http://www.pausch.rcslibri.it/).

È importante parlare di Randy, eroe del nostro tempo. Quante persone, condannate a morte, trovano la forza di spiegare quanto sia bella la vita? Poche, pochissime. Per questo "L'ultima lezione" è un libro prezioso, una storia che rimarrà nel tempo. Pausch parte da una "semplice" constatazione: «Ho ben dieci metastasi al fegato e mi restano solo pochi mesi di vita. Ho sposato la donna dei miei sogni e sono padre di tre bambini. Certo, potrei passare le giornate a compatirmi, ma questo non sarebbe d'aiuto né a loro né a me». Meglio fare qualcosa di utile: raccontare la propria vita al mondo, cercando di viverla fino all'ultimo istante.

Persa ogni ragionevole speranza di guarigione, il professor Pausch decide di tenere la sua ultima lezione alla Carnegie. Vinte le resistenze della moglie, inizia a lavorarci e pensa di intitolarla "Realizzare davvero i sogni dell'infanzia": una lezione assolutamente americana, incentrata sulla forza del sogno e sulla lotta per realizzarla. Una lezione che è la storia della sua stessa vita: «Sono nato con la camicia, ecco la ragione principale per cui sono riuscito a realizzare i miei sogni d'infanzia».

Pausch cresce a Columbia, nel Maryland: i soldi, dice, non sono mai stati un problema «perché i miei genitori non hanno mai sentito la necessità di spendere molto». L'infanzia è spensierata, Randy può sognare come i bambini felici: «È importante avere sogni precisi». Uno di questi sogni è quello di fluttuare nell'aria: «Un giorno scoprii che la Nasa ha un aereo che usa per addestrare gli astronauti all'assenza di gravità». Un sogno realizzato nel 2001, quasi quarant'anni dopo aver espresso il desiderio: meglio tardi che mai.

Nel 1969, a otto anni, Randy visita Disneyland: «Era il posto più bello che avessi mai visto». Vent'anni dopo, ottenuto il dottorato in informatica, il professore cerca di farsi assumere alla Disney: niente da fare. Ma Paush non si dà per vinto: è il 1995, l'autore è diventato professore all'Università della Virginia e lavora alla realtà virtuale. Caso vuole che la Disney sia in cerca di qualcuno per far "volare" davvero il tappeto di Aladdin: è fatta. «Avevo il viso rigato di lacrime. Eccomi qua, la versione adulta di quel bambino stupito di otto anni a Disneyland. Finalmente ero arrivato. Ero un imagineer».

Sono molti i sogni realizzati da Pausch, con il duro lavoro e la speranza sempre accesa. Alla base del successo, l'ottimismo: sognare non costa nulla, un giorno la ruota girerà a nostro favore. L'esperienza del cancro, a sua volta, è un'occasione per imparare lezioni fondamentali. Lasciato l'ufficio del dottore con una spada di Damocle sul capo, Randy chiarisce alla moglie che «non morirò domani o dopodomani. Quindi oggi, adesso, insomma questo è un giorno meraviglioso. E voglio che tu sappia che me lo sto godendo». Quando è il destino a decidere per noi, non resta che godere al meglio del tempo che resta.

Lo straordinario viaggio dell'"Ultima lezione" dovrebbe entrare nelle antologie scolastiche, nei cassetti degli inguaribili pessimisti. Pausch, prima di congedarsi, prova a spiegare come vivere la propria vita: o quantomeno «come ho cercato di vivere la mia». È un uomo che muore a raccomandarci di sognare in grande; di non perderci dietro alla moda («preferisco di gran lunga le persone serie alle persone alla moda, perché la moda ha vita breve»); di non incaponirci troppo; di non sprecare il tempo a lamentarci (meglio lavorare sodo); di curare la malattia, non i sintomi: in altre parole, andare al cuore dei problemi; di non preoccuparsi troppo di quello che pensano gli altri; di cercare il meglio in ciascuno…

Si potrebbe continuare a lungo: il resto lo trovate nel libro. Quella che doveva essere una lezione su come realizzare i sogni d'infanzia, si è trasformata in una «lezione su come vivere la vostra vita. Se la vivete nella maniera giusta, il vostro karma andrà a posto. E saranno i vostri sogni a raggiungervi».

L'ultimo messaggio di Randy (http://www.randypausch.com), con tanto di valori medici, risale a pochissimi giorni fa: «Mi sto riposando e sto riacquistando le forze. Oggi è stata la giornata migliore da un po' di tempo a questa parte. Ho fatto un pisolino di due ore nel pomeriggio, ma a parte quello sono stato sveglio e attivo tutto il giorno». La sfida continua.

L'Occidentale