03 giugno 2008

La Fao apre i lavori, ma a tenere banco è sempre Ahmadinejad

Quando atterrò a New York per la conferenza generale delle Nazioni Unite, il "Daily Mail" titolò "Evil has landed". A pochi mesi di distanza, il presidente iraniano Ahmadinejad è atterrato a Roma per il vertice internazionale della Fao (3-5 giugno). In vista della trasferta, Ahmadinejad ha cercato per settimane incontri bilaterali di alto profilo. Prima con Benedetto XVI: niente da fare. Poi con le istituzioni repubblicane: Teheran ha inviato una lettera a Berlusconi e Napolitano – auspicando "una piena cooperazione tra Italia e Iran in linea con l'interesse nazionale dei due Paesi" – ma il governo italiano ha confermato che non ci saranno incontri ufficiali con il presidente dell'Iran.

L'accoglienza è glaciale: un fattore messo in luce dalla stessa stampa iraniana, che ha ricordato il diverso clima con il quale l'Italia accolse l'ex presidente Kathami. Ai mancati incontri istituzionali bisogna poi aggiungere il successo dell'appello lanciato dal quotidiano "Il Riformista" a favore dei diritti umani, unitamente alla manifestazione organizzata dal giornale per questa sera a Roma. E a rimarcare ulteriormente il fatto che Ahmadinejad è "ospite non gradito", tanto per l'Italia quanto per le Nazioni Unite, al presidente iraniano è stato negato l'invito alla cena che questa sera Silvio Berlusconi e Ban Ki-Moon offriranno ai leader mondiali giunti a Roma per il vertice. Stesso trattamento è stato riservato al presidente dello Zimbabwe Robert Mugabe: il dittatore, che non può solcare il territorio dell'Unione Europea, è potuto atterrare a Roma solo in virtù di una deroga.

A determinare l'isolamento di Ahmadinejad, oltre alla drammatica situazione dei diritti umani in Iran, hanno contribuito due avvenimenti recenti. Primo: nel suo ultimo rapporto, l'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica ha espresso seria preoccupazione per la progettazione di testate nucleari da parte iraniana e ha auspicato chiarimenti immediati; l'Agenzia, inoltre, non ha avuto accesso ai siti nucleari che aveva chiesto di vistare ad aprile. Secondo: poche ore prima di partire per Roma, Ahmadinejad ha commemorato il 19° anniversario della morte di Khomeini pronosticando la "sparizione" dello Stato ebraico dalla carta geografica e la prossima distruzione della "potenza atomica statunitense". Una prova di forza di fronte alla popolazione iraniana, che però non aiuta il presidente Ahmadinejad sul piano delle relazioni internazionali.

La vigilia del vertice Fao è stata inoltre l'occasione per un scambio di battute tra Roma e Berlino. Ieri il governo tedesco ha dichiarato di non sostenere l'entrata dell'Italia nel 5+1 (i cinque paesi membri del Consiglio di Sicurezza Onu più la Germania, responsabili delle trattative sul nucleare iraniano). Nelle ultime settimane, il ministro Frattini era tornato più volte sul tema incassando l'ok del segretario di Stato americano, Condoleezza Rice. Dal ministero degli Esteri italiano nessun commento ufficiale, ma fonti della Farnesina interpellate dall'Ansa sottolineano come "l'Italia possa apportare un contributo importante nell' evoluzione del negoziato".

Occasione di un chiarimento sarà forse il vertice romano della Fao, che apre oggi i battenti e proseguirà fino al 5 giugno. Per l'occasione sono giunti in Italia tutti i protagonisti della politica internazionale, a partire da Ban Ki-Moon che inaugura oggi i lavori davanti a una cinquantina di capi di Stato. Passato in secondo piano per le contestazioni al presidente Ahmadinejad, il meeting rappresenta un'importante occasione per discutere a livello internazionale delle principali problematiche riguardanti l'alimentazione e la fame del mondo.

Secondo quanto pianificato dalla stessa Food And Agricolture Organization, quattro saranno le tematiche al centro della tre giorni romana. I membri delle Nazioni Unite discuteranno di sicurezza degli alimenti, dei collegamenti tra sicurezza alimentare e cambiamenti climatici, della cooperazione per favorire la salvaguardia dei cibi e delle misure adottabili per mettere un freno alla crescita dei prezzi. Seguirà una dichiarazione ufficiale sulla "Sicurezza del cibo mondiale e sulle misure necessarie per garantirla". Tematiche di grande urgenza soprattutto per i paesi del Terzo Mondo. E tematiche molto care all'Italia: il vertice Fao sarà un banco di prova in vista dell'allestimento dell'Expo milanese del 2015, dedicato all'alimentazione e ai problemi gravitanti attorno alle tematica del cibo.