Tempo di Nobel: quello per la letteratura verrà assegnato giovedì nel primo pomeriggio. I nomi sono sempre i soliti: tra quelli proposti in un sondaggio di Repubblica.it, gli italiani votano Philip Roth (21% delle preferenze). Qualche considerazione sui "soliti noti", sempre nominati e mai premiati.
Bob Dylan. Non vedo perchè dare il Nobel per la Letteratura a un (immenso) folksinger. Le opere narrative di Dylan - "Tarantula" e il primo volume delle "Chronicles" - non sono certo da Nobel.
Philip Roth. Il Nobel sarebbe meritatissimo, senza contare che Antonio D'Orrico finirebbe per offrire da bere a tutti i lettori del "Corriere della Sera Magazine".
Claudio Magris. Sempre nominato, perchè un nome italiano bisogna pure farlo. La scelta del professore triestino è una spia della mancanza di (validi) narratori puri italiani.
David Grossman. Sarebbe un altro Nobel sacrosanto. Un modo per lanciare definitivamente la letteratura israeliana tra le più grandi letterature del mondo.
Amos Oz. E' l'altro grande israeliano sempre citato insieme a Grossman. La verità è che - dovendo scegliere un israeliano - la giuria si troverebbe a dover premiare solo uno tra Oz, Grossman e Yehoshua (chissà perchè mai direttamente citato tra i papabili): impresa disperata.
Vargas Llosa. Volendo premiare l'America Latina, questa sarebbe la scelta naturale.
Vedremo. Ma la giuria del Nobel ama sorprendere: i meriti letterari hanno sempre un peso secondario nell'assegnazione di un pemio prima di tutto politico. In ballo - tra premio e rilancio editoriale - c'è del resto un bel mucchio di quattrini.
Bob Dylan. Non vedo perchè dare il Nobel per la Letteratura a un (immenso) folksinger. Le opere narrative di Dylan - "Tarantula" e il primo volume delle "Chronicles" - non sono certo da Nobel.
Philip Roth. Il Nobel sarebbe meritatissimo, senza contare che Antonio D'Orrico finirebbe per offrire da bere a tutti i lettori del "Corriere della Sera Magazine".
Claudio Magris. Sempre nominato, perchè un nome italiano bisogna pure farlo. La scelta del professore triestino è una spia della mancanza di (validi) narratori puri italiani.
David Grossman. Sarebbe un altro Nobel sacrosanto. Un modo per lanciare definitivamente la letteratura israeliana tra le più grandi letterature del mondo.
Amos Oz. E' l'altro grande israeliano sempre citato insieme a Grossman. La verità è che - dovendo scegliere un israeliano - la giuria si troverebbe a dover premiare solo uno tra Oz, Grossman e Yehoshua (chissà perchè mai direttamente citato tra i papabili): impresa disperata.
Vargas Llosa. Volendo premiare l'America Latina, questa sarebbe la scelta naturale.
Vedremo. Ma la giuria del Nobel ama sorprendere: i meriti letterari hanno sempre un peso secondario nell'assegnazione di un pemio prima di tutto politico. In ballo - tra premio e rilancio editoriale - c'è del resto un bel mucchio di quattrini.