Sul "Riformista" di oggi, Filippo Facci parla della politica estera del nostro governo ("La politica estera del Cavaliere mi delude (molto)"). Sono d'accordo con lui, tanto sugli errori che imputa all'esecutivo quando sulla (triste) considerazione finale: agli italiani della politica estera non frega proprio niente.
I due principali errori del Cav (e di Frattini), secondo Facci, ssrebbero:
1 - Apertura all'entrata della Turchia nell'Unione Europea. Scrive Facci: "In Turchia sta cambiando poco, pochissimo: maltrattamenti e torture continuano, le donne sono considerate inferiori, i delitti d'onore e i matrimoni forzati sono come prima, il divieto di sciopero e di contrattazione pure, le minoranze sono discriminate, i non mussulmani anche".
2 - Sostanziale menefreghismo sullo stato dei diritti umani in Cina e sulla questione Tibetana.
Aggiungo io lo sbilanciamento dell'esecutivo italiano verso le posizioni russe nelle dispute internazionali con gli Stati Uniti: sbilanciamento, a onor di cronaca, maldestramente smentito dal premier giunto a Washington per il G20.
Detto ciò, Facci conclude con una triste realtà: la politica estera, in Italia, non sposta un voto. "A Berlusconi, di tutto questo, non frega accoratamente niente: su certe questioni, probabilmente, non è neppure informato, come non lo era e non lo resta sulla Russia di Putin. Non è roba che importa alla gente, pensa. In parte sbaglia. Statisticamente, però, avrà ragione lui".
I due principali errori del Cav (e di Frattini), secondo Facci, ssrebbero:
1 - Apertura all'entrata della Turchia nell'Unione Europea. Scrive Facci: "In Turchia sta cambiando poco, pochissimo: maltrattamenti e torture continuano, le donne sono considerate inferiori, i delitti d'onore e i matrimoni forzati sono come prima, il divieto di sciopero e di contrattazione pure, le minoranze sono discriminate, i non mussulmani anche".
2 - Sostanziale menefreghismo sullo stato dei diritti umani in Cina e sulla questione Tibetana.
Aggiungo io lo sbilanciamento dell'esecutivo italiano verso le posizioni russe nelle dispute internazionali con gli Stati Uniti: sbilanciamento, a onor di cronaca, maldestramente smentito dal premier giunto a Washington per il G20.
Detto ciò, Facci conclude con una triste realtà: la politica estera, in Italia, non sposta un voto. "A Berlusconi, di tutto questo, non frega accoratamente niente: su certe questioni, probabilmente, non è neppure informato, come non lo era e non lo resta sulla Russia di Putin. Non è roba che importa alla gente, pensa. In parte sbaglia. Statisticamente, però, avrà ragione lui".