04 novembre 2008

Il piano Rocca

L'inimitabile Christian Rocca spiega sul suo blog cosa dobbiamo aspettarci questa notte:
A urne ancora aperte in metà paese, intorno alle undici italiane di questa sera, la Edison Media Research and Mitofsky International consegnerà i primi exit poll ai network televisivi e all’Associated Press. I dati non saranno resi pubblici, ma dalle facce dei conduttori televisivi si comincerà a intuirne l’esito. E’ probabile, come è successo nel 2004, che qualcuno faccia trapelare sui blog il risultato, ma le indicazioni vanno prese con le molle, non soltanto perché quattro anni fa annunciarono la vittoria di John Kerry, ma anche perché Obama in tutta la stagione delle primarie democratiche ha fatto meglio negli exit poll che nei conteggi dei voti reali.
Un’ora dopo, a mezzanotte italiana, chiudono le urne in Nebraska e Indiana. In teoria sono stati conservatori, ma in Indiana Obama è competitivo. Se i network assegnano subito l’Indiana e il Nebraska a McCain vuol dire che tutto procede secondo copione, ma se Obama dovesse prevalere in Indiana sarebbe il primo segno di una vittoria a valanga per il democratico.
All’una di notte italiana, le sette sulla costa est d’America, chiudono le urne in Florida e in Virginia. In questi due stati vinti da Bush nel 2004 si comincerà a delineare il profilo del prossimo presidente. E’ probabile che, all’una di notte italiana, il distacco sarà ancora entro il margine di errore statistico e che i due stati non saranno assegnati né a McCain né a Obama. Ma nel momento in cui uno dei due verrà messo nella colonna di Obama, per McCain la partita sarà finita, non ancora aritmeticamente, ma di fatto. Mezz’ora dopo, all’una e mezzo italiana, chiudono Nord Carolina e Ohio, dove la situazione è esattamente la stessa di Florida e Virginia. I due candidati sono testa a testa, ma McCain deve vincere sia l’uno sia l’altro per continuare a sperare in una notte più lunga. A Obama, di nuovo, basta conquistare uno di questi quattro stati per poter cominciare a togliere lo champagne dal ghiaccio. McCain si può permettere di perderne soltanto uno, a patto che poi recuperi in territorio democratico.
Per finire, la previsione dell'inviato del "Foglio":
Ci sono varie combinazioni possibili – compresa la vittoria di McCain o che finisca in pareggio: 169 pari, e l’onere dell’elezione spetterebbe al Congresso – ma tutti gli analisti prevedono la vittoria di Obama con un ampio margine. L’ipotesi più probabile, a meno di sorprese clamorose in un senso o nell’altro, è che Obama mantenga tutti gli stati vinti da Kerry quattro anni fa e aggiunga alla sua colonna Florida, Ohio, Virginia, Iowa, Colorado, New Mexico, Nevada e uno dei 4 voti del Nebraska (che li assegna in modo diverso). Così Obama conquisterebbe 339 Grandi elettori e McCain 199.