30 dicembre 2008

Il progetto ebraico e la crisi economica mondiale

Chi è il responsabile della crisi economica mondiale? Gli ebrei. No, non sono impazzito e non si tratta di un aggiornamento dei Protocolli dei Savi di Sion (anche se poco ci manca). Parlo di un editoriale di Ida Magli pubblicato sul sito dell'Associazione Italiani Liberi - che, cito testualmente, "si propone di difendere e rafforzare l'identità nazionale, storica e culturale degli Italiani e di ristabilire l'indipendenza dell'Italia uscendo dall'Unione europea".

Vi raccomando la lettura integrale dell'articolo, anche se non posso esimermi dal riportare alcuni passaggi. Dopo essersi chiesta perchè i responsabili del crac finanziario non siano stati puniti, l'autrice sottolinea che "di fatto sono quasi tutti ebrei gli operatori della finanza, compreso il Madoff e i capitalisti di cui sopra, e come è noto lo sono sempre stati anche quando le Borse e le Banche non esistevano, ed erano loro che prestavano soldi ad alto interesse ai poveri, piazzandosi con piccoli 'banchetti' vicino ai mercati, mentre ai Re e Papi fornivano il denaro per le guerre e le conquiste in cambio di ipoteche su intere città".

E ancora: "Gli Ebrei non amano ricordarlo, ma uno dei motivi che ha contribuito alla formazione dell’immagine negativa che li ha accompagnati lungo lo scorrere della storia è stato proprio il loro arricchirsi attraverso il commercio di denaro". Del resto, continua la Magli, "il primo Monte di Pietà è nato in Italia ad opera di S. Bernardino da Feltre con il preciso scopo di prestare denaro ai poveri senza richiedere 'interesse', per sottrarli all’usura dei banchi ebraici cui non erano in grado di far fronte e che spesso li faceva finire nella prigione prevista per i debitori insolventi".

Arriviamo dunque al nocciolo della questione: "Perché ci si trova oggi a dover precisare l’identità ebraica dei manipolatori della finanza mondiale?". Risposta: "Perché esiste appunto una 'visione del mondo' che li guida, un progetto di vita sul quale si fondano i dogmi che tutti noi, non ebrei, siamo stati obbligati a condividere dalla fine della seconda guerra mondiale: il primato dell’Economia nella struttura della società, il Mercato come massimo e quasi unico valore (non dimentichiamoci che anche Marx era ebreo)".

Un progetto, quello ebraico, imposto agli "altri" in quanto "gli Ebrei per quanto riguarda sé stessi hanno sempre messo al primo posto la propria identità come 'Popolo' e non si sono dati pace fino a quando non hanno ottenuto, con Israele, il proprio territorio, la propria patria, il proprio Stato. Ma agli altri popoli questo è negato". E qui il capolavoro storiografico: "L’Europa del nazismo, del fascismo, della persecuzione razzista doveva pagare, o meglio non aveva diritto a sopravvivere se non cancellando la sua storia, la sua identità, i suoi sentimenti, i suoi valori, perfino la sua configurazione geografica, per abbracciare totalmente il modello ebraico. E’ così che è nata l’Unione Europea: eliminando la vecchia Europa". Sì, questo articolo è reale. E no, non è datato 1938 ma 17 dicembre 2008.