Sul versante della politica estera e delle questioni internazionali, il 2008 è certamente l’anno del primo presidente nero d’America, l’anno di Barack Obama. Ma quest’anno verrà ricordato anche per la spettacolare atrocità degli attentati a Mumbai e per la rinnovata guerra mondiale africana, tra genocidi, pirati e colera.
Senza dimenticare l’assassinio di Benazir Butto, la drammatica guerra civile palestinese, i razzi su Sderot, la riscossa dei talebani in Afghanistan, le nuove speranze per l’Iraq…
Peccato che nella sua conferenza stampa di fine d’anno, invece, Berlusconi abbia praticamente sorvolato su tutto questo e speso parole appassionate solo per l’amico Putin e per l’offesa dell’attacco georgiano. Per il Cav. insomma, l’uomo dell’anno è solo lui, il presidente russo Vladimir Putin.
Bisogna riconoscere che Berlusconi non è solo: con lui c’è il 40 per cento dei russi che considera Putin l’uomo del 2008. Lo rivela un sondaggio di Vitsiom. Peccato che questa sia una rinomata agenzia demoscopica creata dal governo, abituata a non dare dispiaceri ai vertici del Cremlino.
Chissà se Berlusconi ha saputo, a puro titolo d’esempio – che lo scorso 17 dicembre il caro amico Putin ha presentato una proposta di legge che prevede il reato di “tradimento della Patria” per chi assume posizioni critiche verso il governo, con pene detentive fino a 22 anni di carcere.
Chissà se ha saputo di un altro sondaggio di un programma popolare televisivo russo secondo il quale, Stalin sarebbe uno di primi tre “grandi eroi della Russia”, assieme a Aleksandr Nevsky e Pietro il Grande. Lenin è rimasto fuori.
Strano poi che con i “marxisti leninisti” di casa nostra, il Cav. non voglia neppure prendere un caffè.
(C) L'Occidentale