22 maggio 2009

Meno male che Emma c'è

Riprendo ed evidenzio alcuni punti fondamentali del discorso che Emma Marcegaglia (.pdf) ha tenuto di fronte alla platea di Confindustria. Al di là del Silvio show finale, che ha un po' oscurato la vera protagonista della giornata, la Marcegaglia si conferma uno dei migliori cervelli italiani. Per un buon liberale quelle che seguono sono parole sante, da sottoscrivere a occhi chiusi.

Mercato e capitalismo

L’economia di mercato e il capitalismo sono anzitutto un meccanismo straordinariamente efficace di creazione e competizione di nuove idee alla ricerca di sbocchi commerciali. È così che nascono le opportunità e la ricchezza, degli individui e delle nazioni. Nessun pianificatore, nessuna agenzia governativa può sostituirsi alle persone in questo processo di scoperta e valorizzazione.

Stato minimo

Oggi lo Stato deve rimettere in carreggiata le economie e ridefinire le regole. Ma poi lo Stato dovrà rientrare nei suoi confini, lasciando all’impresa e al mercato il compito di guidare l’investimento, l’innovazione, la creazione di ricchezza. Sarebbe un tragico errore pensare che la crisi apra una nuova epoca, nella quale sia la politica, per riaffermare la propria supremazia, ad indicare le priorità nell’allocazione delle risorse, a condurre lo sviluppo, a scegliere le nuove tecnologie e i vincitori della competizione.

L'Europa

Tra poche settimane eleggeremo i nostri rappresentanti al Parlamento europeo. In questa campagna elettorale di tutto si parla, tranne che di Europa. Abbiamo bisogno di un’Europa forte. In un’Europa debole prevalgono le spinte nazionalistiche. Un’Europa forte sulla scena mondiale riuscirà a portare avanti con successo la politica fondata sul libero commercio e sulla concorrenza non falsata da “dumping” o da impegni sproporzionati in materia ambientale.

Le banche

Chiedo a tutte le banche, che vivono a contatto con il territorio, di non abbandonare le imprese in questi momenti così difficili. Ci stiamo giocando il futuro del paese ed è nel loro stesso interesse che l’Italia conservi un vasto tessuto produttivo.

La vergogna dei crediti allo Stato

La montagna di crediti delle imprese verso le pubbliche amministrazioni è una patologia insopportabile. I ritardi nei pagamenti, già gravissimi, si sono allungati. Ci hanno spiegato che lo Stato e le altre amministrazioni non possono rimborsare subito tutti i debiti pregressi. Perché ciò innalzerebbe il debito pubblico valido per i parametri europei. Resto convinta che questa sia una vergogna e chiedo perciò quando e come saremo pagati.

Le mafie

Le mafie controllano vaste aree del paese e le inchiodano all’arretratezza. Si genera così un circolo vizioso: il sottosviluppo alimenta la criminalità e questa crea un’economia parallela che offre impiego a vasti strati della popolazione, conquistandone la complicità. Occorre spezzare questo cerchio infernale. Lo Stato deve riprendere il pieno controllo di tutto il territorio del Paese.

Silvio usi il suo consenso

Il governo gode di un ampio consenso, ottenuto dalle urne, che si è consolidato nell’opinione pubblica e che gli conferisce un forte mandato. Mi rivolgo allora a Lei, Presidente Berlusconi. Il consenso che Lei ha saputo conquistarsi è un patrimonio politico straordinario. Lo metta a frutto. Usi quel patrimonio per le riforme che sono necessarie. Lo faccia adesso. Perché questa è l’ora di fare le riforme. Apprezziamo le azioni che sono state avviate. Ma occorrono maggiori incisività, rapidità, verifica dei risultati.

Gelmini e università: meritocrazia cercasi

Il Ministro Gelmini ha adottato alcuni coraggiosi interventi di razionalizzazione delle risorse, di selettività nella loro distribuzione e di valutazione dei docenti, per premiare i più meritevoli. Ma una vera svolta arriverà solo con il cambiamento radicale delle modalità di finanziamento e della governance delle università, in modo che vengano sempre selezionati e premiati i migliori. Oggi, invece, prevalgono i meccanismi autoreferenziali e i criteri di finanziamento basati sulla spesa storica che paradossalmente sovra-finanziano gli atenei peggiori. L’investimento in sapere e conoscenza costituisce il fattore decisivo della crescita sociale ed economica del paese. Ma nelle università continuiamo a investire troppo poco rispetto ai nostri partner europei. Una volta che la quota meritocratica darà una migliore garanzia sull’impiego dei soldi pubblici, i fondi universitari andranno aumentati.

La certezza del diritto

La lunghezza dei processi e le carenze della giustizia sono ormai intollerabili e minano la certezza del diritto in questo paese.

Tutti con Brunetta

Al Ministro Brunetta va riconosciuto il coraggio e la determinazione di aver avviato un processo di miglioramento della Pubblica amministrazione, impegnandosi per aumentare la trasparenza sui servizi, premiare il merito e sconfiggere l’inaccettabile assenteismo. Questa è una battaglia di civiltà e di equità. Anche nel pubblico impiego sono molti i capaci e i meritevoli. Questa volta devono vincere loro: non possiamo tornare indietro in questo processo.

L'odiosa partitocrazia

Dalla sanità alle infrastrutture, dalle forniture alle autorizzazioni, le imprese non devono più assistere ad atteggiamenti discriminatori dettati da logiche politiche, che favoriscono i sodali a scapito degli altri. Compete alla politica di scegliere per conto della collettività i livelli di tutela e le risorse da impiegare. Ma senza un passo indietro della politica dalla gestione, i nostri apparati pubblici non potranno migliorare. La politica deve tornare a essere un alto impegno in nome e a favore della collettività.