27 febbraio 2008

Appello alla Rai: chiudete Sanremo

Doppia tragedia di ascolti dalle parti di Sanremo. Prima sera 35,01% di share, seconda sera 29,72%. Prima Pippo punta il dito contro i fatti di Gravina di Puglia, che hanno fatto impennare lo share di "Chi l'ha visto?". Poi, per giustificare la serata di ieri (concorrenza: Torino-Juventus, "Ballarò"), punta il dito contro gli spettatori: "La qualità è difficile da far passare. L'evento non esiste più se non c'è l'aspetto scandalistico. Allora scazzottiamoci, prendiamoci a pesci in faccia ma così fottiamo il pubblico e avremo un'Italia di merda". Giù il cappello di fronte alla finezza del Pippo nazionale, che ha subito interpretato il ruolo dello scandaloso scaricatore di porto per risollevare le sorti della kermesse.

Qualche considerazione. Pippo crede davvero che con una bella scazzottata tra lui e Chiambretti la gente tornerà a seguire la diretta dall'Ariston? Troppa qualità canora, è per questo che la gente non segue più Sanremo? E allora, viene da chiedere, perchè quando Benigni legge Dante (con tutto il rispetto, di qualità lievemente superiore al cast di Baudo) lo share si impenna? Forse i problemi stanno da un'altra parte, anche se la sacralità di Sanremo (sacro ormai solo per la Rai) impone il silenzio.

Ma una buona volta diciamolo chiaramente quali sono i problemi, senza accusare "Chi l'ha visto?" e gli spettatori a caccia di scandalo. Primo: "Sanremo" ha fatto il suo tempo, oggi la sua formula risulta vecchia e incredibilmente noiosa. Secondo: la qualità della musica italiana, soprattutto quella che accetta di prendere parte alla kermesse, è ai minimi storici; le canzoni sono brutte, talvolta pessime, e ascoltare quella musica per tutta una serata è un atto masochistico. Terzo: gli ospiti stranieri non fanno più notizia, vuoi perchè quelli che vengono non sono più le star di un tempo vuoi perchè ci siamo talmente abituati al mondo dello star-system che vederli sul palco dell'Ariston non fa nè clado nè freddo. Quarto: Pippo Baudo ha fatto il suo tempo, Chiambretti pure. Quinto: Sanremo, ormai noiosissimo, dura troppe serate e nessuno è più disposto a sorbirselo per una settimana intera. Sesto: i canali televisivi sono così pieni di bellissime ragazze (poco vestite) a ogni ora del giorno che la valletta di turno non ha più il richiamo di un tempo.

Potrei continuare a lungo. Ma è giunto il momento, visto che il canone lo paghiamo noi, di dire forte e chiaro che la Rai dovrebbe ripensare al sacro Sanremo. Rivedendone radicalmente la formula. O, prima o poi dovrà pure accadere, liberandocene definitivamente. Con buona pace di Pippo e Chiambretti.