Qualche considerazione. Pippo crede davvero che con una bella scazzottata tra lui e Chiambretti la gente tornerà a seguire la diretta dall'Ariston? Troppa qualità canora, è per questo che la gente non segue più Sanremo? E allora, viene da chiedere, perchè quando Benigni legge Dante (con tutto il rispetto, di qualità lievemente superiore al cast di Baudo) lo share si impenna? Forse i problemi stanno da un'altra parte, anche se la sacralità di Sanremo (sacro ormai solo per la Rai) impone il silenzio.
Ma una buona volta diciamolo chiaramente quali sono i problemi, senza accusare "Chi l'ha visto?" e gli spettatori a caccia di scandalo. Primo: "Sanremo" ha fatto il suo tempo, oggi la sua formula risulta vecchia e incredibilmente noiosa. Secondo: la qualità della musica italiana, soprattutto quella che accetta di prendere parte alla kermesse, è ai minimi storici; le canzoni sono brutte, talvolta pessime, e ascoltare quella musica per tutta una serata è un atto masochistico. Terzo: gli ospiti stranieri non fanno più notizia, vuoi perchè quelli che vengono non sono più le star di un tempo vuoi perchè ci siamo talmente abituati al mondo dello star-system che vederli sul palco dell'Ariston non fa nè clado nè freddo. Quarto: Pippo Baudo ha fatto il suo tempo, Chiambretti pure. Quinto: Sanremo, ormai noiosissimo, dura troppe serate e nessuno è più disposto a sorbirselo per una settimana intera. Sesto: i canali televisivi sono così pieni di bellissime ragazze (poco vestite) a ogni ora del giorno che la valletta di turno non ha più il richiamo di un tempo.
Potrei continuare a lungo. Ma è giunto il momento, visto che il canone lo paghiamo noi, di dire forte e chiaro che la Rai dovrebbe ripensare al sacro Sanremo. Rivedendone radicalmente la formula. O, prima o poi dovrà pure accadere, liberandocene definitivamente. Con buona pace di Pippo e Chiambretti.