25 febbraio 2008

Obama non piace agli israeliani: «Non ci è vicino»

Davide Frattini, inviato del "Corriere della Sera" a Gerusalemme, pone ieri la stessa questione che abbiamo posto sabato: come la mette Obama con Israele? Ecco il suo breve articolo.

Il primo avvertimento è arrivato da Danny Ayalon, ambasciatore a Washington fino a pochi mesi fa. «Israele deve essere preoccupata da un' eventuale elezione di Barack Obama - ha spiegato in un commento pubblicato sul Jerusalem Post -. Ripete di essere pronto a incontrare Mahmoud Ahmadinejad, ma ci lascia all' oscuro su quale sarebbe la sua strategia riguardo all' Iran». Ayalon ricorda i due incontri avuti con il senatore: «Sono rimasto con l' impressione che non sia completamente sincero su quel che pensa». Il quotidiano Maariv ha raccolto voci scettiche (e anonime) nel governo di Ehud Olmert: Obama non sarebbe considerato un presidente abbastanza vicino a Israele. Sotto attacco è soprattutto Robert Malley, uno dei suoi consiglieri che ha lavorato per Bill Clinton sulla questione mediorientale. La lettera inviata qualche settimana fa dal candidato a Zalmay Khalilzad, ambasciatore americano all' Onu, non è bastata a calmare i critici. Obama gli chiedeva di assicurarsi che la risoluzione del Consiglio di sicurezza non passasse senza una ferma condanna dei lanci di razzi Qassam contro le città israeliane.

Davide Frattini
(C) Corriere della Sera