Barack Obama non ha ancora nominato la sua squadra di politica estera e di difesa, lo farà lunedì, ma i nomi, i profili e i curriculum dei politici, consiglieri e collaboratori che andranno a occupare i posti chiave della sua Amministrazione circolano già da tempo e preannunciano una politica di sicurezza nazionale pragmatica, di scuola realista, di destra, più che di sinistra, tradizionalmente repubblicana, più che democratica. La nuova Amministrazione Obama si appresta certamente a chiudere la breve e sopravvalutata era di influenza dei neoconservatori a Washington, ma cancella ogni residuo di quella politica estera progressista, pacifista, affetta dalla sindrome post Vietnam che già Clinton aveva messo nel dimenticatoio della storia e che ormai riesce ad avere presa soltanto nella sinistra europea.
Christian Rocca,
"Il Foglio"
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