
Gilad Shalit ha 22 anni, da due e mezzo è nelle mani di Hamas. Da quando è stato catturato, da più parti si sono levati appelli, interpellanze e preghiere al governo israeliano perchè faccia di tutto per riportarlo a casa. E Israele non ha mai chiuso le trattative: riportare a casa i soldati, vivi o morti, è per lo Stato ebraico un imperativo morale. Oggi però Tzipi Livni, ministro degli Esteri e leader di Kadima, ha fatto capire che la sua liberazione non è una questione di volontà politica: "Il governo deve sempre essere responasibile dei soldati che manda in missione. Noi tutti speriamo sempre che non ci siano incidenti, ma uno dei motivi per cui combattiamo è che non abbiamo altra scelta. Non sempre è possibile riportare tutti a casa". Israele vuole riportare a casa Shalit, con tutte le sue forze. Ma la buona riuscita dell'operazione non dipende solo da Tel Aviv.