24 giugno 2009

"Mi candido"

Quella che segue è una breve spiegazione della crescente disaffezione degli elettori italiani nei confronti della politica nostrana (e in particolare del Partito Democratico). Con un videomessaggio sul suo sito, Dario Franceschini annuncia la propria candidatura alla segreteria del Pd in vista del congresso di ottobre: "Mi candido per portare il Pd nel futuro, non per tornare indietro".

Soprassediamo sul fatto che Dario Franceschini sia stato l'ex di Walter Veltroni (fino a prova contraria, il passato) e che sia in politica da un po' di anni; soprassediamo pure sul fatto che il suo sfidante, Bersani, è paradossalmente molto più "nuovo" di lui. Quello che davvero stride, nella candidatura di Franceschini, è la selva di dichiarazioni rilasciate dal nostro dal momento in cui viene eletto segretario ad interim. Due esempi, presi a caso dall'archivio del "Corriere della Sera":
«Non mi ricandiderò al congresso di ottobre». L' aveva già detto, ma dato che molti non ci credevano Dario Franceschini, approfittando dell' invito a Matrix, lo ripete con forza: «Il mio è un mandato a termine e di garanzia». Anzi, aggiunge, «per me era innaturale anche sostituire Veltroni dopo le sue dimissioni». Certo, da qui ad ottobre il percorso è lungo e potrebbe succedere di tutto, ma se si crede alle parole del nuovo segretario del Pd, in autunno ci sarà quindi una battaglia tra Pierluigi Bersani e qualcun altro che ancora non conosciamo. (5 marzo)
A Porta a Porta, non senza lasciare qualche margine all' interpretazione, torna sulla sua volontà di non ricandidarsi: «Non ho cambiato idea. L' ho già detto e non rispondo più a questa domanda. Ma lo statuto non lo impedisce e sarebbe legittimo» (28 aprile)

Ora, tutti possono cambiare idea, ci mancherebbe. Ma qui siamo di fronte ad una presa per i fondelli: è questo il nuovo del Partito Democratico? L'ex di Veltroni, attualmente segretario ad interim, che si candida per diventare segretario definitivo? Per Franceschini non c'è alcuna contraddizione: "Avevo detto che il mio lavoro sarebbe finito a ottobre e pensavo di passare il testimone alle nuove generazioni. In questi giorni, però, ho visto riemergere molti errori con l'emergere di protagonismi e della litigiosità".

Dunque, niente passaggio generazionale: "Non mi sento di tradire gli impegni che avevo preso e mi candido". E pazienza se l'unico impegno preso da Franceschini era quello di lasciare ad ottobre. Per vedere qualche cambiamento nel centrosinistra italiano, dunque, l'appuntamento è di qui a qualche anno: quando Matteo Renzi, neo sindaco di Firenze, si deciderà a sfidare "vicedisastro" Franceschini e i padri nobili del partito anche a livello nazionale.