21 giugno 2010

Good News / Il giardino di Kabul – Parte Wimbledon – Muccino sbanca Shanghai

A Kabul, Stati Uniti e CARE International finanziano la rinascita del “giardino delle donne”, un luogo di libertà per le madri e le giovani del paese. Karima Salik, che guida il progetto, racconta al New York Times di come negli anni settanta il giardino “fosse pieno di piante, che coprivano tutto: si rideva, si chiacchierava, si ascoltava la musica”. Con l’avvento dei talebani tutto ciò è andato perduto, e il giardino è diventato una sorta di discarica. Oggi, però, è pronto per una nuova vita: architetti e operai sono al lavoro, tra progetti e piantumazioni. Alcune organizzazioni umanitarie europee si sono occupate della costruzione di una palestra, mentre l’Italia - patria mondiale della cucina - ha dato vita all’Always Spring Restaurant, dove le donne potranno consumare - e cucinare - la pizza.

A Londra, i migliori tennisti del mondo si affrontano sui campi dell’All England Club. Chi è stanco di mondiali, vuvuzelas e partite dell’Italia di Lippi, per due settimane potrà seguire il torneo di tennis più antico e prestigioso del mondo. Roger Federer, campione uscente, va alla caccia del settimo titolo: sulla sua strada, però, troverà un Rafael Nadal in forma smagliante. Sul fronte femminile, sarà interessante vedere dove riuscirà ad arrivare l’italiana Francesca Schiavone, fresca vincitrice di Roland Garros, anche se sull’erba le grandi favorite restano le sorelle Williams. Wimbledon verrà trasmesso integralmente da Sky Sport, tutti pomeriggi, a partire dalle 13.30.

A Shanghai, “Baciami ancora” di Gabriele Muccino ha dominato il tredicesimo Festival Internazionale del cinema. Tre i premi: miglior film, miglior sceneggiatura e miglior attrice protagonista (Vittoria Puccini). La giuria, oltre che dal presidente John Woo, era composta da Amos Gitai, Bill Guttentag, Yojiro Takita e Wang Xiaoshuai. “Sono profondamente onorato di ricevere questi premi per il mio film”, ha commentato Muccino, “ho cercato solo di raccontare con onestà e verità quello che succede quando ci si trova intorno ai 40 anni, e si è spaventati dagli errori che abbiamo fatto quando eravamo più giovani”. Il riconoscimento - ha concluso il regista - “è ancora più apprezzato perché mi fa capire quanto universali possano essere i temi del mio film”.

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