11 maggio 2012

La versione di Renzi

Oggi il Corriere della Sera pubblica una bella intervista a Matteo Renzi, firmata da Maria Teresa Meli. Il sindaco di Firenze dice molte cose interessanti e offre spunti di riflessione al Pd, a partire dall'analisi del voto dello scorso fine settimana: "Se i dirigenti del partito pensano di aver vinto queste elezioni vuol dire che vivono nell'iperuranio". In particolare, osserva Renzi, "continuare a dare una lettura relativa di queste elezioni senza sottolineare il dato più importante che è quello dell'astensionismo mi sembra una cosa ridicola. Quando a Genova vota un elettore su due qualche domanda bisognerà pur porsela".

Secondo: guai a sottovalutare il Cavaliere, nonostante il Pdl sia praticamente morto. "Berlusconi potrebbe inventarsi un nuovo soggetto. E questo provocherebbe il bis del '93. Io sento un'assonanza tra quel periodo della gioiosa macchina da guerra di Occhetto e questa fase. Sia dal punto di vista del tipo di coalizione - la foto di Vasto - sia per la sicurezza di vincere che sembra albergare in larga parte dei nostri dirigenti". Attenzione, allora, perché "Berlusconi può rialzare la testa, inventarsi una cosa nuova e poi noi passiamo i prossimi cinque anni, dal 2013 al 2018, come un gruppo di alcolisti anonimi a chiederci perché abbiamo perso elezioni che avevamo già date per vinte. E non vorrei essere scortese con gli alcolisti anonimi". (Linkiesta non la pensa così).

Quanto al Pd, Renzi torna a premere sul tasto delle primarie: "Chiedo formalmente al segretario del mio partito di convocare le primarie del Pd. Non vorrei che Bersani pensasse di fondare la propria legittimazione sulle primarie del 2009. Se si vota a marzo del 2013 si facciano le primarie a ottobre o a novembre, senza inventarsi alibi".

Per quanto mi riguarda, continuo a sostenere che Renzi sia la carta migliore nel mazzo del Pd. Il partito dovrebbe coccolarlo e spingerlo a candidarsi, perché con lui avrebbe davvero ottime probabilità di tornare alla guida del paese. Peccato che continuino a mettergli i bastoni fra le ruote, e che continueranno a farlo: per poi ritrovarsi "come un gruppo di alcolisti anonimi".