E sono tre, due audio e un video nell’arco di quindici giorni. Dopo una latitanza durata tre anni, e interrotta solo da fugaci messaggi audio, Osama Bin Laden torna prepotentemente a farsi sentire. È di ieri l’ultimo messaggio, in cui lo Sceicco del terrore si rivolge direttamente ai pakistani incitandoli alla rivolta armata contro il presidente Musharraf – troppo fedele agli Stati Uniti e colpevole, a sentir lui, di aver sedato la ribellione dei militanti islamici pakistani –. Sempre di ieri pomeriggio è anche un nuovo video di Al Zawahiri, l’onnipresente braccio destro di Osama: un messaggio di ottanta minuti – aperto da alcune parole di Mohammed Atta, leader dei terroristi dell’Undici Settembre – in cui il numero due di Al Quaeda ha incitato alla lotta in Darfour, Marocco e Algeria.La vera notizia, però, è il ritorno sulle scene di Osama Bin Laden. Prima dello scorso 7 settembre, l’ultima apparizione in video dello Sceicco risaliva al 29 ottobre
Osama Bin Laden è vivo, e a dirla tutta non sta neanche troppo male. Nessuno lo dice a chiare lettere, ma questa è la sensazione: lo stesso presidente Bush, riferendosi al ritorno sui teleschermi dell’eterno nemico, ha dichiarato che “viviamo in un mondo pericoloso”. Resta il mistero di una latitanza durata tre anni: forse lo Sceicco stava davvero male, forse non voleva rischiare di essere individuato. Resta, se vogliamo, anche il mistero della barba: alcuni esperti sostengono che se la sia tinta secondo un’antica usanza islamica, altri che sia stata ritoccata col computer. Fatto sta che Osama ci ha preso gusto, e al video ha fatto seguire due messaggi audio ravvicinati. Registrare un altro video, forse, sarebbe stato troppo pericoloso. Ma quello che importa, al momento, è dimostrare al mondo islamico di essere ancora in vita, simbolo della lotta all’America, all’Occidente e ai Crociati. Nella speranza che quelle immagini, come sostengono alcuni, non contengano un implicito via libera ad un nuovo, devastante, attentato terroristico.